Roma, 29 gennaio 2026 – Preoccupazione per l’andamento del settore cerealicolo e per le prospettive delle prossime semine emerge dalla riunione del Coordinamento Cerealicolo di Legacoop Agroalimentare, presieduta da Franco Michelini, responsabile politico del settore cerealicolo e vicepresidente di Legacoop Agroalimentare.
All’incontro, introdotto da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, ha partecipato Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, che ha inserito il quadro complessivo del settore agroalimentare nel più ampio contesto di Legacoop Emilia-Romagna, evidenziando l’importanza strategica del comparto. Si è inoltre registrata la partecipazione attiva, per ciascuno dei punti agli ordini del giorno, di molte imprese del settore: Acof, Circolo Agrario Friulano, Coop La Buona Terra, Coop Primo Maggio, Molini Popolari Riuniti, Progeo, Terre dell’Etruria, Conase, Terremerse e Valle del Chienti.
La situazione per colture e per zone. L’aggiornamento dei dati evidenzia un quadro differenziato per coltura e territorio. In particolare, il grano duro registra rese inferiori alla media e livelli di prezzo non soddisfacenti: se da un lato le superfici hanno complessivamente, ma non uniformemente, tenuto più del previsto, dall’altro cresce l’incertezza sulle semine future, con segnali di riduzione soprattutto nelle aree meno vocate. Per il grano tenero le rese risultano mediamente nella norma, ma si registra spesso un basso tenore proteico che incide negativamente sulla valorizzazione del prodotto.
Critico il mais. Criticità rilevanti interessano anche il mais, dove ai problemi quantitativi si affiancano sempre più spesso problemi qualitativi legati alle tossine, con effetti strutturali in alcune aree. In questo contesto si osserva una ripresa di colture alternative, come favino, farro e sorgo, spesso come risposta difensiva a un quadro di crescente instabilità climatica ed economica.
L’importanza del Fondo per la Sovranità Alimentare. Ampio spazio è stato dedicato da Gabriel Cecchini, responsabile operativo della filiera cerealicola di Legacoop Agroalimentare, al Fondo per la Sovranità Alimentare. Dal confronto è emersa con chiarezza l’importanza del Fondo e della necessità di favorire l’adesione delle imprese, cercando di rendere sempre più convenienti, i requisiti richiesti, fondamentali per la qualità e la produttività delle colture, a partire dall’utilizzo del seme certificato. È stato inoltre sottolineato come gli accordi di filiera debbano avere contenuti sostanziali e basarsi su una reale reciprocità e parità tra le parti, premiando i percorsi che nascono dal basso e che consentono di mantenere valore aggiunto a livello del produttore.
Il ruolo importante della Cun. Nel corso della riunione è stato affrontato da Sara Guidelli, direttrice generale di Legacoop Agroalimentare, anche il tema della Commissione Unica Nazionale (Cun). Pur evidenziando alcune criticità legate all’attuale impostazione dello strumento, è stata condivisa l’importanza che la Cooperazione sia pienamente rappresentata all’interno della Commissione. Essa rappresenta infatti l’unico soggetto in grado di garantire una visione integrata della filiera, dal produttore al trasformatore, fino alla distribuzione e alla ristorazione.
Legacoop Agroalimentare conferma infine la propria disponibilità a contribuire al confronto istituzionale sui principali dossier in discussione, a partire dal collegato agricolo attualmente in discussione alla Camera dei deputati, affinché le politiche pubbliche convergano pienamente sulle esigenze reali delle imprese e dei territori.






