Secondo il presidente di Legacoop Agroalimentare si appresta a entrare in questo mercato il 22% delle cooperative che aderiscono all’associazione
Roma, 30 dicembre 2025 – È stato firmato, il 29 dicembre, il decreto interministeriale Mef–Masaf che consente anche ai produttori italiani di realizzare vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Un passaggio atteso dal settore, che apre nuove prospettive industriali e di mercato per il comparto vitivinicolo nazionale, e in particolare per il sistema cooperativo.
“Le cantine cooperative – ha commentato Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare – hanno da tempo iniziato a guardare con attenzione crescente verso i dealcolati, attente come sono ai cambiamenti normativi e alle dinamiche di mercato che richiedono strategie innovative per garantire una crescita sostenibile e competitiva”.
Il mercato mondiale dei vini dealcolati e “low alcol” vale già oltre 2,4 miliardi di dollari e si prevede raggiungerà i 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’8%. Il settore è trainato da nuovi stili di vita e da una domanda sempre più orientata a prodotti a basso contenuto alcolico, soprattutto sui mercati esteri. In Italia, invece, il mercato dei vini analcolici ha subito una forte impennata, passando da 8 milioni di euro nel 2021 a 55 milioni nel 2024, con previsioni di ulteriore crescita del 60% per quest’anno.
Secondo Maretti, la fotografia scattata in occasione del Vinitaly dall’Area Studi di Legacoop Agroalimentare, sulle cooperative vitivinicole aderenti al decreto, conferma un settore in movimento: se il 67% delle realtà non ha ancora avviato produzioni dealcolate, l’11% le produce già e un ulteriore 22% si appresta a farlo.
“È necessario partire dai mercati più in sofferenza e costruire percorsi specifici che chiamano in causa anche le scelte dei Consorzi di tutela, sia sul fronte della promozione e delle nuove modalità di consumo, sia su quello del controllo delle produzioni. Di certo non sarà introducendo nuove misure restrittive per il vino da tavola che si risolveranno i problemi degli altri segmenti”, ha concluso il presidente.







