Roma, 28 gennaio 2026 – Soli, spesso in sovraccarico e iper-responsabilizzati. Ora, con il rapido affermarsi dell’AI, anche sempre più percepiti come sostituibili. Oltre un milione di liberi professionisti e quasi cinque di lavoratori autonomi oggi sono obbligati a immaginare nuove strategie per affrontare la tempesta perfetta, quella che la transizione digitale porterà con sé all’orizzonte.
Per questo esercito, l’iniziativa “Professione cooperatore – il Forum dei liberi professionisti in cooperativa“ di Legacoop Lazio che si è tenuta questa mattina a Roma, non si è limitata a dispiegare una task force di stakeholder, riunendo nella Capitale i principali attori del mondo libero professionale, ordinistico, istituzionale e accademico. Ha inaugurato infatti una rivoluzione culturale subito attuabile, offrendo ai liberi professionisti una soluzione concreta e un’alternativa di successo: quella di associarsi in impresa cooperativa.
Coopfond, il fondo mutualistico di Legacoop Nazionale, ha presentato oggi uno strumento innovativo di finanza intelligente, che intende costruire attorno ai liberi professionisti una filiera di soggetti che possono intervenire a vario titolo per offrire soluzioni ai neo-startupper. Dal finanziamento a fondo perduto per il business plan fino a un portfolio variegato di tipologie di interventi, passando attraverso un sistema di garanzie più equo e al sostegno in materia di fisco, normative e statuti. Legacoop e Coopfond, in collaborazione con Banca Etica, Cooperfidi Italia e Fin4Coop, lavoreranno “a trazione integrata”, creando una sinergia sistemica attorno ai soggetti più a rischio dell’economia: autonomi e liberi professionisti che fronteggiano la transizione ed hanno bisogno oggi più che mai di strumenti per accedere a tecnologie e risorse che ne rafforzino la competitività.
Il modello della società cooperativa tra professionisti è quello che più si presta a favorire un passaggio che è prima di tutto culturale: quello che dalla dimensione individuale trasforma il libero professionista in cooperatore, in un sistema in cui il rischio è distribuito tra tanti.
Si parte da un finanziamento a fondo perduto per servizi reali pari a 5mila euro per il supporto al business plan e si passa attraverso la scelta tra tre tipologie di interventi rotativi: partecipazione al capitale sociale con un intervento restituibile in 10 anni; un finanziamento partecipativo con un tetto pari a 100mila euro o convertibile per un importo pari a 100mila euro da restituire in un decennio.
Così Coopfond pone la prima pietra per creare le giuste condizioni di successo attorno agli aspiranti “Professionisti cooperatori”. Banca Etica può poi intervenire con strumenti creditizi tipici ai quali si aggiunge quello rivolto ai soci e finalizzato a sottoscrivere le quote sociali della cooperativa. Fin4Coop, consorzio specializzato nell’intermediazione finanziaria per le pmi, si unisce alla filiera con i suoi strumenti.
Cooperfidi Italia chiude la partita svolgendo un ruolo fondamentale: quello volto a fornire garanzie per un importo massimo di 150mila euro a breve o medio e lungo termine e con una copertura dell’80%. “L’obiettivo è creare una rete, un sistema che faccia da scudo attorno agli aspiranti coopstartupper e a coloro che hanno da poco costituito una impresa cooperativa tra professionisti in Italia”, ha chiarito Andrea Passoni, direttore generale di Coopfond.
“In un momento in cui l’AI sta automatizzando anche le attività intellettuali alimentando paure e pregiudizi, noi siamo convinti che sia possibile evitare che parecchie categorie di lavoratori autonomi, altamente specializzati, non riescano a trovare più una propria collocazione nel mercato”, ha commentato Mauro Iengo, presidente di Legacoop Lazio. “Con questo strumento, Legacoop rilancia la centralità della figura del socio professionista e la colloca nella dimensione cooperativa che ha una struttura democratica e paritaria”.
“È significativo che questa iniziativa di finanza etica e cooperativa sia stata lanciata da Legacoop e Coopfond proprio nella tappa romana che ci condurrà presto verso la Biennale dell’economia cooperativa 2026, evento inaugurato due anni fa da Mattarella. La promozione di nuove imprese cooperative rappresenta un impegno prioritario per Legacoop e quanto il movimento cooperativo può fare per i liberi professionisti è l’ennesima testimonianza del valore di questa forma di impresa riconosciuta dalla Costituzione italiana”, ha concluso Simone Gamberini, presidente di Legacoop Nazionale.







