LE NOSTRE COOPERATIVE – 30 MARZO 2026

Il Raccolto: quando l’agricoltura cooperativa guarda al futuro

Nata dalla fusione di due storiche realtà cooperative del bolognese – la cooperativa “Onorato Malaguti” di San Pietro in Casale e la “Luciano Romagnoli” di Baricella – la Società Cooperativa Agricola Il Raccoltoa cui successivamente si è aggiunta la Coop Terre del Reno, rappresenta oggi uno dei più significativi esempi di evoluzione dell’agricoltura cooperativa emiliano-romagnola. La sua storia affonda le radici nelle cooperative bracciantili nate nell’immediato dopoguerra, ma la sua traiettoria attuale è fortemente orientata all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale ed alla qualità delle produzioni.

Con circa duemila ettari di superficie agricola coltivata, la cooperativa ha costruito nel tempo un modello produttivo che integra attività agricola, tutela ambientale, innovazione digitale e produzione energetica da fonti rinnovabili.

Uno dei pilastri dell’evoluzione della cooperativa è rappresentato dall’adozione di tecnologie avanzate per la gestione delle coltivazioni. Come spiega il presidente Eros Gualandi, l’obiettivo è combinare la tutela dell’ambiente con la necessità di aumentare la produttività e l’efficienza dei processi al fine di migliorare la redditività aziendale che rappresenta un obiettivo ineludibile per assicurare continuità imprenditoriale e transgenerazionale tipicamente cooperativa.

“La cooperativa – continua Gualandi – pratica un’agricoltura convenzionale, ma sempre più orientata all’agricoltura di precisione, un metodo che consente di utilizzare fertilizzanti di sintesi e fitofarmaci solo quando e dove necessario. L’innovazione tecnologica permette infatti di ridurre significativamente la quantità di prodotti utilizzati, mantenendo al tempo stesso elevati standard di protezione delle colture”.

Questo approccio si traduce in diversi benefici: minore impatto ambientale, maggiore sicurezza per i lavoratori agricoli e una qualità più elevata delle materie prime destinate alla trasformazione alimentare. L’uso mirato dei principi attivi consente inoltre di contenere i costi di produzione e migliorare l’efficienza complessiva dell’azienda agricola.

Allo stesso tempo, il quadro normativo italiano – tra i più rigorosi in Europa e nel Mondo, ci tiene a puntualizzare il presidente della cooperativa – ha portato negli ultimi anni alla progressivariduzione e anche eliminazione delle molecole potenzialmente più tossiche pericolose, favorendo l’impiego di sostanze sempre più sicure e con livelli di potenziale tossicità molto ridotti. Vacomunque evidenziato che i legislatori spesso hanno impedito l’uso di prodotti efficaci, pur non essendo ancora presenti sul mercato prodotti alternativi in termini di efficacia, creando gravi criticità di resa e qualità sulle produzioni agricole. Sarebbe auspicabile una maggiore lungimiranza normativa, privilegiando — rispetto a misure drastiche e perentorie — percorsi di accompagnamento per le aziende agricole. Tali percorsi dovrebbero promuovere l’adozione dell’Agricoltura di Precisione, finalizzata alla riduzione e all’uso più efficiente dei principi attivi attualmente critici, in attesa della loro sostituzione con nuove molecole più sicure, che la ricerca sta sviluppando e testando secondo tempi adeguati.

L’innovazione della cooperativa non riguarda soltanto i processi produttivi. In linea con regolamenti comunitari e indirizzi regionali, Il Raccolto ha destinato infatti ampie superfici agricole alla rinaturalizzazione del territorio.

Questi interventi hanno contribuito non solo al rafforzamento della biodiversità locale, ma anche alla creazione di un paesaggio agricolo di grande valore naturalistico. In collaborazione con Enti naturalistici, istituzioni locali e soprattutto con Arcobaleno, una Cooperativa Sociale del territorio, le aree rinaturalizzate, sono oggi fruibili per attività ricreative, turistiche e didattiche, dimostrando come l’agricoltura possa diventare un attore attivo nella valorizzazione del territorio.

Un ulteriore ambito di innovazione della cooperativa è rappresentato dal settore energetico. “Il Raccolto” contribuisce alla produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso impianti di biogas alimentati da un mix di biomasse, sottoprodotti agricoli e da effluenti che provengono da allevamenti zootecnici cooperativi dell’areale di produzione del Parmigiano Reggiano che interessa anche una parte dei terreni e delle coltivazioni del Raccolto. Questo sistema consente di valorizzare residui della produzione agricola e zootecnica, trasformandoli in energia elettrica immessa in rete. Inoltre l’output dei processi di trasformazione delle biomasse e sottoprodotti degli impianti di Biogas denominato “digestato” assicura in continuità apporto di ottima sostanza organica ai terreni ricadenti nelle aree non zootecniche assicurando “fertilità” del suolo indispensabile alle coltivazioni limitando l’apporto di fertilizzanti di sintesi. Si tratta di un modello di economia circolare che integra produzione agricola, gestione sostenibile dei sottoprodotti aziendali e della filiera agroalimentare, generazione energetica nonché mantenimento della fertilità dei suoli.

Negli ultimi anni la cooperativa ha registrato una crescita significativa nell’adozione di tecnologie digitali, nei campi e nelle operazioni colturali delle produzioni che sono coltivate in funzione di utilizzo sia Food che Feed come pure Agroenergetico. Operando in una regione che detiene il maggior numero di produzioni agricole di eccellenza in Europa e nel Mondo non potevamo non porre la massima attenzione a fornire contributi di miglioramento della qualità delle materie prime destinate alla trasformazione in prodotti alimentari di eccellenza. 

un esempio è rappresentato dall’accordo con la filiera zootecnica dedicata alla produzione di latte destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano: il Raccolto produce erba medica con tecnicheinnovative capaci di generare migliore rispondenza alle esigenze nutrizionali degli animali, contribuendo così ad ottenere latte con caratteristiche più congrue alla caseificazione. Le tecnologie utilizzate consentono di monitorare ogni fase del processo, dal campo, alla stalla fino al caseificio. Nei medicai si ricerca la migliore gestione delle interazioni tra suolo, acqua e pianta onde ottenere alimenti con apporti nutrizionali mirati. Nelle stalle la robotica e la digitalizzazione delle sale di mungitura, ad esempio, consentono di migliorare sia l’efficienza produttiva sia il benessere animale. Sensori, software gestionali e sistemi automatizzati permettono di monitorare in modo costante lo stato di salute degli animali e la qualità del latte prodotto. In caseificio si raccolgono i risultati di questo processo integrato: maggiore resa in formaggio, minori sfridi di produzione ed un livello qualitativo più elevato, assicurando al consumatore un alimento di eccellenza della tradizione secolare tramandata dalla sapienza degli operatori che nel loro fare quotidiano possono avvalersi di maggiore conoscenza e consapevolezza dei loro predecessori,aiutati e assistiti da tecnologie avanzate.

“Questa trasformazione tecnologica sta cambiando anche il profilo professionale richiesto agli operatori agricoli”, osserva Gualandi. La gestione della campagna, degli allevamenti e degli impianti richiede oggi competenze informatiche e digitali, spesso non ancora pienamente diffuse tra i lavoratori del settore. Per questo motivo, secondo Gualandi, la formazione rappresentauna priorità: l’agricoltura contemporanea non è più un settore a bassa specializzazione come un tempo, quando “a chi non aveva voglia di studiare si diceva di andare a lavorare, oggi l’attività in agricoltura richiede studio, competenze e aggiornamento continuo e capacità di utilizzare tecnologie avanzate”.

Per la cooperativa, l’innovazione tecnologica non è fine a sé stessa, ma deve contribuire a garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole, necessaria per la salute di un’impresa, anche cooperativa. La redditività è infatti una condizione essenziale per la sopravvivenza del sistema produttivo: solo imprese solide possono investire in ricerca, innovazione e qualità. L’equilibrio tra riduzione dei costi, aumento dell’efficienza e miglioramento delle rese rappresenta quindi un elemento fondamentale per la strategia della cooperativa, sottolinea il presidente de “Il Raccolto”.

In questo contesto, tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale ed i sistemi avanzati di gestione dei dati promettono di trasformare ulteriormente il settore agricolo nei prossimi decenni, che dovrà essere capace di adattarsi ai cambiamenti in corso al pari degli altri comparti produttivi.

La progressiva crescita della popolazione mondiale e l’inevitabile riduzione della superficie agricola disponibile renderà sempre più centrale il ruolo dell’innovazione tecnologica in agricoltura. L’Emilia-Romagna rappresenta in questo senso uno dei territori più dinamici d’Europa, grazie alla presenza di filiere agroalimentari di eccellenza e a una forte vocazione all’innovazione. In questo scenario, esperienze cooperative come quella de Il Raccolto dimostrano come tradizione agricola, tecnologia e sostenibilità possano convivere, contribuendo a rafforzare la competitività del sistema agroalimentare italiano.

La sfida dei prossimi anni sarà continuare a investire in innovazione, formazione e attrazione di nuove generazioni, affinché l’agricoltura cooperativa possa rimanere un protagonista dello sviluppo economico e sociale dei territori.

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