Young factor: a confronto i giovani di Confindustria Umbria e Legacoop Umbria

Perugia, 13 maggio 2026 – Non solo giovani da inserire nelle imprese, ma giovani da ascoltare, valorizzare e mettere nelle condizioni di incidere davvero. È questo il messaggio emerso da “Y Factor”, il confronto tra giovani cooperatori e giovani imprenditori che si è svolto nella sala conferenze di Legacoop Umbria, a Perugia, promosso da Generazione T in avvicinamento al festival Gen2Gen 2026 del 30 maggio.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Generazione T, Generazioni Legacoop Umbria, Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria e Open Mind, ha rappresentato un passaggio significativo: per la prima volta due realtà giovanili del mondo dell’impresa, si sono sedute allo stesso tavolo per confrontarsi su territorio, lavoro e futuro. All’incontro erano presenti anche Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria, e Simone Cascioli, direttore generale di Confindustria Umbria.

Al centro dell’incontro, moderato dalla giornalista Arianna Sorrentino, il tema del ruolo dei giovani nei processi aziendali. Il titolo “Y Factor”, parafrasando il più noto “X Factor”, ha posto una domanda precisa: qual è oggi il fattore giovane nelle imprese umbre? Un tema rilevante anche alla luce dei dati più recenti: secondo la Camera di Commercio dell’Umbria, ad aprile 2026 le imprese umbre hanno programmato 5.960 ingressi e 19.500 nel trimestre aprile-giugno, in crescita rispettivamente del 2,1% e del 6,8% rispetto al 2025. Resta però aperta la sfida della qualità: solo l’8% delle assunzioni previste riguarda laureati e appena il 12% profili dirigenziali, specialistici e tecnici. I dati Istat-BesT 2025 segnalano inoltre in Umbria una quota di Neet pari al 10,1%, contro il 15,2% nazionale, e un tasso di occupazione giovanile al 35,6%. Numeri che raccontano una regione in cui i giovani partecipano, ma chiedono più opportunità qualificate, stabilità e spazi di responsabilità. I giovani non possono essere considerati solo risorse da inserire, ma portavoce della propria generazione, delle proprie competenze e di una visione nuova del lavoro. Sta alle imprese valorizzarli, metterli nelle migliori condizioni per esprimersi e renderli parte attiva dei processi decisionali, soprattutto in una fase segnata da innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e trasformazioni dei modelli organizzativi. Il confronto ha fatto emergere anche la necessità, per le nuove generazioni, di coltivare capacità di adattamento ai contesti senza perdere i propri valori.

“È la prima volta che riusciamo a realizzare un evento insieme ai giovani di Confindustria Umbria e, più in generale, con un gruppo giovani di un’associazione di impresa così importante per il nostro territorio – dichiara Jacopo Teodori coordinatore di Generazioni Legacoop Umbria –. Da questo incontro emergono due concetti chiave: fare rete per rimanere a vivere in Umbria e trovare punti comuni che valorizzino il territorio e tutti coloro che lo abitano. La nostra generazione che non vuole lasciare l’Umbria, ma viverla, creare qui lavoro ed impresa. Oggi è un primo momento, ma lavoreremo affinché non sia l’ultimo”.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Francesco Versiglioni, direttore tecnico della cooperativa Servizi Associati; Lorenzo Giornelli, responsabile commerciale di Ceramiche Noi; Nicolò Bartolini, vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria; Nicolas Lolli, componente del Consiglio direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria; Edoardo Gentili, referente di Open Mind; e Jacopo Teodori.

“Il confronto di oggi conferma quanto sia necessario costruire il futuro dell’Umbria attraverso una visione condivisa e integrata – afferma Nicolò Bartolini, vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria -. Abbiamo una priorità comune: trattenere competenze e attrarre talenti. Il tema è capire come i giovani possano essere valorizzati all’interno del tessuto imprenditoriale, dove il ruolo delle persone è sempre più centrale. Anche alla luce del rinnovamento tecnologico, questo aspetto assume una rilevanza ancora maggiore”. Il dibattito ha richiamato infine il valore storico e generazionale del presente: se i ragazzi del ’99 furono mandati al fronte, i giovani di oggi vivono una fase di grande opportunità, in un mondo che nessun’altra generazione ha potuto condividere con questa intensità di connessioni. Da qui l’invito a guardare al futuro con ottimismo, responsabilità e umiltà.

Come terzo appuntamento di “Aspettando il Gen2Gen”, il format itinerante ha come obiettivo raccontare la questione giovanile non come emergenza, ma come leva di cambiamento.

(qui il service TV)

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