Il Ccnl del settore industriale, una storia cooperativa
Di Andrea Laguardia – Vicepresidente e Direttore di Legacoop Produzione e Servizi
La pubblicazione del volume che contiene un contratto nazionale di lavoro appare come una conseguenza scontata della sottoscrizione dello stesso; in questo caso, quanto abbiamo presentato al CNEL il 23 aprile rappresenta molto di più. Non solo perché raccoglie il risultato di quasi vent’anni di elaborazione contrattuale, ma anche perché è stato pubblicato successivamente allo storico rinnovo del Ccnl Cooperative Metalmeccaniche siglato il 17 giugno del 2025.
Il settore industriale di Legacoop Produzione e Servizi rappresenta imprese cooperative importanti per dimensione economica e occupati, di rilievo nazionale e in alcuni casi internazionale, che hanno una storia che affonda le radici nella nascita del movimento cooperativo italiano, quando i lavoratori, all’inizio del ‘900, spesso in situazioni precarie e in territori molto poveri, fondavano le cooperative ispirati dal principio “nelle stesse mani lavoro e capitale” e dalla necessità di dare lavoro a loro stessi e alle persone del territorio in cui nascevano.
Una visione lungimirante: alcune cooperative hanno sedi in tutto il mondo e i soci che si sono succeduti nelle varie generazioni hanno avuto la capacità di interpretare e trasformare il modello cooperativo nel corso del tempo.
Dal 1994 si è reso necessario avere un contratto nazionale di lavoro per normare il rapporto di lavoro tra soci, dipendenti e cooperative. Un Ccnl che tenesse conto delle specificità endogene delle cooperative. Nelle dinamiche delle relazioni sindacali, il Ccnl metalmeccanico cooperativo è sempre stato considerato la copia di quello ritenuto più importante, sottoscritto da Federmeccanica-Confindustria, e veniva storicamente stilato al termine della trattativa confindustriale, riportando gli elementi mediati da quel tavolo.
Lo scorso anno non solo si sono create le condizioni per modificare questa consuetudine, ma, come associazione, insieme alle cooperative, abbiamo invertito la rotta cambiando le regole del gioco e abbiamo sfidato Fiom, Fim e Uilm nell’avviare una trattativa vera, senza tener conto di quanto succedeva al tavolo confindustriale. Un evento nuovo, con effetti dirompenti nel mondo delle relazioni industriali. In pochi credevano in questo percorso, il cui approdo non era affatto scontato.
Dopo aver costituito, per la prima volta, una delegazione trattante composta principalmente dai responsabili del personale delle cooperative, abbiamo iniziato il confronto, mentre il tavolo confindustriale si arenava; in soli nove mesi siamo arrivati a siglare l’intesa.
Un rinnovo innovativo non solo dal punto di vista delle relazioni sindacali, ma anche dell’introduzione di novità normative e dell’impianto economico, che rendono il contratto cooperativo più originale rispetto agli altri del settore: aumento del 2% garantito all’anno sui minimi tabellari, con il mantenimento della clausola di salvaguardia che adegua i minimi all’IPCA-NEI consuntivo; introduzione di un meccanismo di recupero volto a garantire sostenibilità in caso di rialzi anomali dell’IPCA-NEI nel quadriennio; ampliamento dei congedi parentali e introduzione di una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per lavoratrici e lavoratori over 50 e turnisti.
Inoltre, è stato dato ampio spazio al welfare, un elemento che integra l’aumento economico a difesa del potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori: significativi investimenti in previdenza complementare, assistenza sanitaria integrativa e flexible benefits e soprattutto, per la prima volta nel settore, l’introduzione di una copertura assicurativa per la non autosufficienza (Long Term Care).
Abbiamo deciso di presentare questa storia cooperativa insieme ai sindacati al CNEL, il massimo organo costituzionale di rappresentanza delle parti sociali, che proprio in questi giorni ha rivisto l’organizzazione dell’archivio dei contratti nazionali in un’ottica di difesa dei Ccnl maggiormente rappresentativi. Un impegno importante, che ci vede partecipi di questa significativa innovazione, in quanto i Ccnl sono i regolatori della concorrenza nei settori labour intensive.
La difesa dei contratti nazionali non è solo una scelta politica associativa, ma è l’impegno di Legacoop Produzione e Servizi per la difesa dei diritti e del potere d’acquisto dei soci lavoratori, garantendo il giusto equilibrio economico che consente alle cooperative di crescere.






