Gamberini: «Il SSN va rafforzato, la cooperazione è parte della risposta»
Roma, 23 luglio 2026 – Entro il 2040 in Italia vivranno più di 2,2 milioni di persone over 75 rispetto al 2024, in totale saranno 9,6 milioni.
È uno dei dati che emerge dal nuovo Monitor sulla sanità realizzato da Prometeia e Legacoop, che fotografa un sistema chiamato a rispondere a una domanda di cure sempre più elevata con una spesa sanitaria pubblica inferiore alla media europea e un contributo diretto delle famiglie superiore a quello registrato negli altri principali Paesi dell’Unione.
Il Monitor evidenzia come l’Italia destini alla sanità l’8,4% del PIL, una quota ben lontana dai livelli di Germania e Francia. Parallelamente, il nostro Paese presenta una spesa sanitaria privata tra le più elevate dell’Unione, segnale di una maggior necessità da parte delle famiglie italiane a sostenere direttamente l’onere delle spese sanitarie.
Circa il 24% della spesa sanitaria complessiva è infatti a carico dei cittadini, una percentuale superiore a quella dei principali Paesi europei.
Negli ultimi anni, inoltre, il peso della componente pubblica si è progressivamente ridotto rispetto al PIL, mentre sono aumentate le forme integrative di finanziamento.
L’analisi mette in evidenza come l’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle patologie croniche e il progressivo aumento dei bisogni assistenziali rendano sempre più urgente rafforzare il Servizio sanitario nazionale, investire nella medicina territoriale, nell’assistenza domiciliare, nei servizi per la non autosufficienza e nei percorsi di presa in carico delle cronicità, migliorando al contempo l’efficienza del sistema e garantendo equità nell’accesso alle cure.
Secondo le proiezioni demografiche Istat, entro il 2040 gli over 75 passeranno infatti da 7,4 a 9,6 milioni, mentre la Ragioneria generale dello Stato stima un aumento della spesa sanitaria pubblica nei prossimi anni per far fronte alla crescente domanda di assistenza.
«Il Servizio sanitario nazionale rappresenta una delle più grandi conquiste del nostro Paese e deve continuare ad essere il pilastro del diritto alla salute», dichiara Simone Gamberini, presidente di Legacoop.
«Di fronte a una trasformazione demografica di queste dimensioni non basta aumentare le risorse: servono una visione di lungo periodo, una migliore organizzazione dei servizi e investimenti nella sanità territoriale, nella prevenzione e nella presa in carico delle persone più fragili.»
«La cooperazione è parte della risposta. Le cooperative sanitarie e sociali operano ogni giorno accanto al servizio pubblico, garantendo prossimità, qualità, innovazione e continuità assistenziale. Rafforzare questa collaborazione significa rendere il sistema più capace di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini, senza rinunciare ai principi di universalità, equità e solidarietà che caratterizzano il nostro Servizio sanitario nazionale.»
Per Legacoop la sfida dei prossimi anni sarà quella di accompagnare l’evoluzione del sistema sanitario con politiche capaci di coniugare sostenibilità economica, innovazione organizzativa e qualità dei servizi, valorizzando tutte le competenze presenti nel sistema e rafforzando la collaborazione tra istituzioni, operatori e cooperazione sociale e sanitaria.



