Porto di Ravenna, Legacoop Romagna: “Servono pace, politiche industriali e investimenti per la competitività”

Su Porti d’Italia S.p.A.: “Riforma da rivedere, rischio per i territori”

Ravenna, 14 gennaio 𝟤𝟢𝟤𝟨 – “Per sostenere traffici e filiere produttive, sono indispensabili pace e stabilità internazionale, elementi che incidono direttamente sull’andamento dei mercati e sulla continuità degli scambi. Sul piano nazionale occorrerebbero invece politiche industriali e misure di sostegno alla crescita, capaci di rafforzare la competitività delle imprese e l’attrattività degli investimenti. Il porto di Ravenna rappresenta una piattaforma strategica per l’economia regionale e nazionale: la sua solidità dipende anche da una cornice di sviluppo che metta al centro produzione, logistica e innovazione”, così Legacoop Romagna ha espresso sostegno alle dichiarazioni del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, in merito al porto di Ravenna e alle prospettive per il 2026.

A livello territoriale, secondo l’associazione, la priorità è la coesione: serve l’unione di tutti gli attori – istituzioni, imprese, lavoro, rappresentanze e sistema della conoscenza – per aprire una stagione di forti investimenti nelle infrastrutture che collegano il porto, a partire da rete ferroviaria, viabilità, intermodalità e accessibilità delle aree logistiche. È la linea indicata anche nel documento che Legacoop Romagna ha presentato recentemente a tutti gli attori del territorio, con l’obiettivo di costruire una visione comune e un’agenda operativa per rendere il porto sempre più competitivo e capace di generare sviluppo sostenibile e lavoro di qualità.

“In un quadro internazionale ancora instabile, pace e stabilità sono precondizioni decisive anche per l’economia reale: da qui passa la tenuta dei traffici e delle filiere. Al tempo stesso, servono politiche industriali e sostegno alla crescita: senza una prospettiva nazionale solida, la competitività del porto e del sistema produttivo rischia di indebolirsi”, ha dichiarato il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi.

Suscita profonde preoccupazioni la nuova riforma, approvata in Consiglio dei ministri il 23 dicembre scorso, incentrata sulla nascita del nuovo soggetto pubblico Porti d’Italia S.p.A“, chiamata a gestire direttamente la realizzazione delle infrastrutture: se rimanesse invariata questa proposta, le Autorità di Sistema Portuale sarebbero chiamate a rinunciare a una quota di entrate da concessioni e tasse importanti per realizzare interventi sui territori. Per quanto sia utile un coordinamento dei soggetti della portualità italiana, serve una revisione profonda di questo provvedimento, tramite un confronto reale con i soggetti che operano nell’ambito della portualità italiana”, ha commentato Emiliano Galanti, responsabile Porto di Legacoop Romagna.

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