Gamberini (Legacoop): “Competitività e coesione sociale non sono alternative: sono le due condizioni per costruire un’Europa più forte, più resiliente e più vicina ai cittadini”.
De Pascale (Emilia-Romagna): “Serve un’Europa capace di sostenere la competitività delle imprese senza lasciare indietro nessuno”.
Foti: “La cooperazione è indispensabile per la solidarietà di territorio. Il sistema faccia filiera”.
Bruxelles, 10 giugno 2026 – Oltre 30 europarlamentari, più di 15 rappresentanti della Commissione europea, esponenti del governo italiano, delle Regioni, delle organizzazioni cooperative europee e dei principali network settoriali, tra cui il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti, e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto – entrambi intervenuti in video – hanno preso parte oggi a Bruxelles all’evento promosso da Legacoop in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, dedicato alle prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea 2028-2034 e ospitato presso la Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’UE.
Giunto alla sua seconda edizione, l’appuntamento si è confermato un’importante occasione di confronto tra il movimento cooperativo italiano, le istituzioni europee e i principali attori economici e sociali continentali, con l’obiettivo di contribuire al dibattito sul futuro delle politiche europee e sul ruolo che le cooperative possono svolgere nel rafforzamento della competitività, della resilienza economica e della coesione sociale dell’Unione.
Al centro del confronto, il negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, destinato a definire le priorità politiche e finanziarie dell’Europa per il prossimo decennio. Un negoziato particolarmente rilevante poiché la proposta attualmente in discussione introduce significative innovazioni nell’architettura delle politiche europee e degli strumenti finanziari rispetto ai precedenti cicli di programmazione.
La giornata, contraddistinta da una sessione plenaria alla quale hanno partecipato Foti e Fitto con un intervento video, si è articolata in tre tavole rotonde dedicate rispettivamente ai temi dell’agroalimentare, della pesca e della grande distribuzione organizzata; del nuovo Fondo Europeo per la Competitività e delle politiche industriali e settoriali; dell’Europa sociale, della cultura, del welfare e dell’abitare.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla futura configurazione dei Piani di Partenariato nazionali e regionali, destinati a influenzare in maniera significativa l’attuazione delle politiche di coesione, dello sviluppo rurale, della pesca e dei principali fondi europei a sostegno delle imprese, dell’occupazione e dei territori.
Tra i temi maggiormente discussi figura il nuovo fondo europeo per la competitività, destinato a concentrare una quota rilevante delle future risorse europee a sostegno della ricerca e dell’innovazione, della transizione tecnologica e digitale, della decarbonizzazione industriale, delle filiere produttive strategiche, dello spazio e della difesa, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia e la capacità competitiva dell’Europa nello scenario globale.
Durante la sessione plenaria, a cui hanno partecipato Foti e Fitto, si è svolto un confronto con i rappresentanti del Parlamento europeo, della Commissione e del sistema cooperativo sulle prospettive del prossimo bilancio dell’Unione.
“L’Europa ha bisogno di essere più competitiva, ma non può farlo indebolendo il proprio modello sociale”, ha dichiarato Simone Gamberini, Presidente di Legacoop. “Le cooperative dimostrano ogni giorno che innovazione, produttività, sostenibilità e inclusione possono crescere insieme. Per questo chiediamo che il prossimo bilancio europeo continui a investire nelle persone, nei territori e nell’economia reale, accompagnando le grandi transizioni industriali senza lasciare indietro nessuno. Competitività e coesione sociale non sono alternative: sono le due condizioni per costruire un’Europa più forte, più resiliente e più vicina ai cittadini”.
“Il confronto di oggi conferma la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni europee, imprese cooperative e corpi intermedi”, ha aggiunto Gamberini. “Le scelte che verranno compiute nei prossimi mesi sul bilancio dell’Unione avranno effetti concreti sulla capacità dei territori di investire, innovare, creare occupazione e rispondere alle grandi sfide economiche, sociali e ambientali che attendono l’Europa”.
“La cooperazione è indispensabile per la solidarietà di territorio”, ha dichiarato il ministro Foti nel suo videomessaggio. “Il nostro riferimento primo devono essere i cittadini: a un agricoltore non puoi chiedere di diventare un funzionario della Commissione europea per riuscire a presentare la domanda della PAC. Siamo tutti d’accordo sulla necessità di una profonda semplificazione”, ha aggiunto il ministro.
Per Foti, “il protagonismo delle Regioni nella gestione dei fondi non è un semplice contentino, ma un elemento qualificante perché i territori non sono tutti uguali. I Paesi nordici vorrebbero un taglio delle risorse europee, ma noi difendiamo un modello che parta dal basso. La PAC non può diventare la sommatoria delle politiche dei singoli Stati: o si sviluppa parimenti in tutta Europa o avremo forti timori per la tenuta di uno dei pilastri dell’Unione”.
Infine, sui fondi europei per la competitività, il ministro ha spiegato che si sta giocando “una partita decisiva”.
“Sono sul piatto 400 miliardi di euro di fondi diretti erogati da Bruxelles senza alcuna preassegnazione tra gli Stati. O il sistema Italia fa filiera presentando progetti ambiziosi di grosso impatto strategico, o rischiamo di raccogliere solo le briciole, finendo per versare come contribuenti netti risorse che poi useranno altri Paesi”.
“L’Europa ha bisogno di essere più competitiva, ma non può farlo indebolendo la propria coesione sociale e territoriale. Le politiche di coesione sono uno degli elementi identitari dell’Unione e il modo più concreto per tenere insieme comunità, territori e istituzioni”, ha dichiarato Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna.
“Per questo difendiamo con forza il ruolo delle Regioni e dei territori nella costruzione delle politiche europee. Le grandi transizioni, dalla decarbonizzazione all’innovazione industriale, possono avere successo solo se accompagnate da investimenti adeguati e da una strategia europea comune. Serve un’Europa capace di sostenere la competitività delle imprese senza lasciare indietro nessuno e di tornare protagonista nello sviluppo, nella cooperazione e nella pace. Iniziative come quella promossa da Legacoop contribuiscono a rafforzare questo confronto e a costruire un’Europa più forte, più vicina ai cittadini e alle comunità locali”.
L’iniziativa ha confermato il ruolo di Bruxelles come luogo di confronto strategico sul futuro delle politiche europee e la volontà del movimento cooperativo di contribuire attivamente alla definizione di un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, competitività e coesione sociale.









