Roma, 27 aprile 2026 – “In un contesto macroeconomico caratterizzato da forte incertezza, crescita debole e pressioni strutturali – tra cui dinamiche demografiche sfavorevoli e costi energetici elevati – il risanamento della finanza pubblica non può essere ridotto a un esercizio contabile. È invece necessario integrare stabilità, sviluppo e coesione sociale in una strategia coerente e selettiva. Per questo, proponiamo l’istituzione di una Commissione bicamerale sul debito, con il coinvolgimento delle parti sociali, con l’obiettivo di costruire un nuovo patto di medio periodo capace di integrare politiche di sviluppo, qualità della spesa pubblica e sostenibilità finanziaria”.
A dirlo è stato Gianluigi Granero, Direttore di Legacoop, nel corso dell’audizione sul Documento di Finanza Pubblica (DFP 2026) presso le commissioni bilancio congiunte di Camera e Senato. Granero è intervenuto a nome dell’Alleanza delle Cooperative, specificando che la proposta relativa all’istituzione di una Commissione sul debito viene avanzata solo da Legacoop.
Sostegno allo sviluppo: investimenti ad alto impatto sociale
Tra le priorità da affrontare, Alleanza delle Cooperative evidenzia la necessità di orientare le risorse pubbliche verso investimenti ad alto impatto sociale e territoriale. Sanità territoriale, assistenza domiciliare, welfare di comunità, housing sociale e servizi alla persona vanno considerati come infrastrutture sociali, capaci di generare effetti economici durevoli, ridurre le disuguaglianze e migliorare la sostenibilità complessiva della spesa pubblica. “In questa prospettiva – ha sottolineato Granero – un ruolo centrale va attribuito anche al corretto funzionamento del procurement pubblico, che deve invece diventare leva di politica industriale e sociale, promuovendo qualità del lavoro, stabilità occupazionale e solidità delle filiere produttive”.
Politiche industriali e innovazione: stabilità, semplificazione e visione europea
Sul fronte delle politiche industriali, l’Alleanza richiama l’esigenza di superare la frammentazione degli strumenti e garantire continuità agli incentivi, in particolare rendendo strutturali le misure di Transizione 4.0 e 5.0. Fondamentali risultano anche la semplificazione delle procedure e la possibilità di programmare investimenti su orizzonti pluriennali, soprattutto per PMI e imprese cooperative. “Particolare attenzione – ha sottolineato Granero – va dedicata al tema energetico, leva strategica per la competitività, superando l’attuale frammentazione del mercato unico a livello europeo. La transizione verso fonti rinnovabili va accompagnata con semplificazioni autorizzative, certezza dei tempi e stabilità regolatoria, superando la logica degli interventi emergenziali”.
Il ruolo dell’economia sociale e delle cooperative
Il DFP dovrebbe, inoltre, riconoscere più esplicitamente il contributo dell’economia sociale come componente strutturale del modello economico italiano. Le imprese cooperative, con la loro capacità di coniugare crescita economica e stabilità occupazionale, rappresentano un fattore di resilienza del sistema produttivo. “Per questo – ha sottolineato Granero – riteniamo che sia necessario, oltre alla previsione di uno specifico ambito di programmazione dedicato allo sviluppo dell’economia sociale, favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese, anche attraverso misure fiscali coerenti con la natura delle riserve indivisibili; garantire un accesso effettivo agli incentivi per gli investimenti; promuovere lo sviluppo di strumenti di finanza paziente; assicurare un sostegno ai workers buyout e ai processi di ricambio generazionale”.







