Roma, 29 aprile 2026 – “Collegare i benefici per assunzioni, conciliazione vita lavoro, lavoro delle donne e dei giovani alla contrattazione di qualità è sicuramente un fatto positivo. Tuttavia, al positivo riferimento alla contrattazione comparativamente più rappresentativa, e alle specifiche forme di impresa come la cooperazione, non segue né un riferimento al decreto legislativo 81 del 2015, né una più puntuale e precisa definizione della rappresentanza sindacale e datoriale”.
A dirlo è Simone Gamberini, presidente di Legacoop, commentando il Decreto Legge Primo Maggio approvato ieri in Consiglio dei Ministri.
“Il passo avanti c’è sicuramente – prosegue Gamberini – e pare andare nella direzione indicata da noi insieme alle associazioni datoriali più importanti, così come il riferimento al trattamento economico complessivo per l’individuazione del salario dignitoso ai sensi dell’articolo 36 della nostra Costituzione: speriamo solo che questo percorso non si interrompa. Da parte nostra, insieme alle altre associazioni datoriali e a CGIL CISL e UIL vogliamo proseguire il confronto per una definizione di criteri certi e credibili per il calcolo della rappresentanza, anche da offrire al Legislatore per un eventuale intervento in materia”.
“Gli incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, per l’assunzione di giovani, di donne e lavoratori in ambito ZES – conclude il presidente di Legacoop – sono sicuramente interventi importanti e significativi che andrebbero però inseriti in un quadro strutturato di sostegno e promozione di medio e lungo termine, che agganci anche il tema della produttività, vero nodo irrisolto del nostro sistema paese”.







