Budget di salute, Legacoop Lazio: “Andare presto oltre la sperimentazione”

Roma, 25 febbraio 2026 – Il coordinamento pubblico per garantire una reale integrazione sociosanitaria “Budget di salute”, già sperimentato in alcune aree del Lazio, si rafforza e punta a diventare uno strumento omogeneo su tutto il territorio regionale. Con uno stanziamento complessivo di 8,4 milioni di euro, le recenti linee di indirizzo della Regione Lazio ne promuovono l’estensione a progetti personalizzati per persone con disturbi dello spettro autistico (4,5 milioni) e disturbi psichiatrici (3,9 milioni). Per Legacoop Lazio, il Budget di salute rappresenta un modello efficace, ma il suo pieno potenziale potrà realizzarsi solo con un’applicazione uniforme e integrata in tutto il sistema socio-sanitario regionale.

“Non si tratta di un progetto aggiuntivo, ma di un cambio di prospettiva”, ha spiegato Anna Vettigli, referente Legacoopsociali Lazio. “Il Budget di salute mette al centro la persona e il suo progetto di vita, integrando cura, abitazione, lavoro, relazioni e comunità. Le nuove linee di indirizzo puntano a ridurre le disomogeneità territoriali e a rendere più chiari processi, ruoli e monitoraggio”. Tra le novità operative, Vettigli sottolinea la centralità dell’accreditamento per gli affidamenti, che favorisce la scelta delle famiglie e semplifica le criticità della co-progettazione.

Anche per Filippo Barbieri, responsabile Progetto salute di Legacoop Nazionale, il Budget di salute deve diventare un modello organizzativo stabile, con coordinamento rafforzato tra Regione, ASL e Terzo settore. “Il progetto di vita deve costituire il fulcro dell’interazione tra risorse sanitarie, sociali e personali”, ha ricordato durante il webinar di Legacoop Lazio del 23 febbraio.

Accanto al Budget di Salute, la Regione prevede ulteriori interventi: la Riforma della disabilità, attualmente sperimentata nella provincia di Frosinone, sarà estesa ad altre province e a Roma, mentre un Fondo per la formazione assegnerà 1,7 milioni di euro al Lazio per la realizzazione di percorsi formativi dedicati.

Coinvolgere le famiglie e i cittadini resta un elemento chiave, come sottolineano Antonella D’Asaro e Antonio D’Alessandro: il modello punta a creare una vera rete di collaborazione tra istituzioni, cooperative e cittadini, ma anche a coinvolgere associazioni culturali e imprese private, ad esempio per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.“Con il progetto Salute, Legacoop si propone di innovare il modello socio-sanitario, rafforzare la presa in carico integrata e riportare la casa al centro dell’assistenza domiciliare”, conclude Mauro Iengo, presidente di Legacoop Lazio. La strategia si fonda su cinque parole chiave: formazione, presa in carico integrata, prevenzione, tecnologia e reti territoriali, per garantire equità e qualità dei servizi socio-sanitari in tutto il Lazio.

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