Acoda, nasce la rete cooperativa per un’intelligenza artificiale più sociale e democratica

Legacoop Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione PICO promuovono un progetto per mettere dati e intelligenza artificiale al servizio delle comunità, del welfare e dello sviluppo dei territori

Roma, 10 luglio 2026 – Un modello di intelligenza artificiale fondato sulla cooperazione, sulla condivisione dei dati e sulla creazione di valore collettivo. È questa la visione di Acoda, il progetto promosso da Legacoop Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Fondazione PICO, presentato come un’alternativa all’attuale modello di gestione dei Big Data, basato sulla concentrazione delle informazioni nelle mani di pochi grandi operatori.

Come racconta il Corriere della Sera, Acoda nasce con l’obiettivo di costruire una rete capace di rendere dati e intelligenza artificiale un bene comune digitale, mettendoli al servizio delle cooperative, delle comunità e dei territori.

L’iniziativa si fonda su un principio mutualistico: condividere i dati in modo sicuro e responsabile per generare benefici diffusi, ridurre le disuguaglianze informative e sviluppare servizi innovativi ad alto impatto sociale.

Tra i concetti chiave del progetto c’è quello di “intelligenza artificiale sociale”, un approccio che punta a utilizzare l’IA per rafforzare il benessere collettivo anziché alimentare esclusivamente logiche di mercato. In questa prospettiva, dati e algoritmi diventano strumenti per creare valore condiviso e sostenere la crescita delle comunità.

Gli ambiti di applicazione individuati sono numerosi e riguardano alcuni dei principali bisogni del Paese: welfare, sanità, assistenza alle persone più fragili, energia, ambiente, logistica e manutenzione predittiva. La raccolta e l’utilizzo dei dati, se governati in modo etico e cooperativo, possono infatti migliorare la prevenzione, favorire l’integrazione dei servizi e rendere più efficace la presa in carico dei cittadini.

Con Acoda, il movimento cooperativo conferma il proprio impegno nel promuovere un modello di innovazione tecnologica che coniughi sviluppo, partecipazione e responsabilità sociale. Un percorso che interpreta l’intelligenza artificiale non come un fattore di concentrazione del potere economico, ma come un’opportunità per rafforzare la democrazia economica, la cooperazione e la capacità dei territori di generare valore condiviso.

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