EDITORIALE – 11 MAGGIO 2026

La cooperazione per rafforzare la sanità territoriale

Di Filippo Barbieri, responsabile del progetto Salute di Legacoop

Si è svolto lo scorso 6 maggio presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” del ministero della Salute a Roma, il convegno promosso da Legacoop Nazionale insieme a Legacoop Sanità dal titolo “La cooperazione nell’organizzazione della medicina territoriale del Servizio Sanitario Nazionale”. Un momento di confronto che ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti del sistema sanitario per discutere il futuro della sanità territoriale e il contributo che la cooperazione può offrire al rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel corso del seminario è emersa con forza la necessità di rafforzare la sanità territoriale come primo livello di accesso e presa in carico rendendo pienamente operative e integrate le strutture previste dal PNRR nei percorsi di cura delle persone. In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità e dalle difficoltà di accesso alle cure, il territorio è stato indicato come il livello decisivo per garantire prossimità, continuità assistenziale ed equità.

I dati richiamati durante l’iniziativa hanno descritto un sistema sotto pressione con oltre 5,8 milioni di cittadini che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, mentre persistono carenze strutturali di personale sanitario e forti criticità organizzative. Una situazione che evidenzia la necessità di investire non solo nelle infrastrutture ma anche nei modelli organizzativi, nelle risorse umane e nella capacità di integrazione tra servizi sanitari e sociali.

In questo quadro, Legacoop ha ribadito il proprio impegno a fianco del Servizio Sanitario Nazionale, delle Regioni e degli Enti locali, proponendo la cooperazione come infrastruttura sociale e organizzativa capace di valorizzare competenze, esperienze e reti territoriali già operative. Un approccio fondato sulla collaborazione e sulla complementarità, orientato a rafforzare il carattere pubblico e universalistico del sistema sanitario.

Nel corso del seminario sono state presentate alcune esperienze cooperative già operative nei territori che mostrano come organizzazione, innovazione tecnologica e integrazione dei servizi possano contribuire concretamente al rafforzamento della medicina territoriale. Dai modelli di supporto organizzativo ai Medici di Medicina Generale capaci di ridurre il carico burocratico e favorire il lavoro associato, alle piattaforme digitali per la gestione dei pazienti fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati per supportare la presa in carico delle cronicità e il monitoraggio continuo dei pazienti anche a domicilio. Esperienze diverse ma accomunate dall’obiettivo di rendere più efficiente, integrata e vicina ai cittadini la rete dei servizi territoriali.

Esperienze che trovano in Legacoop Sanità il soggetto associativo di rappresentanza e coordinamento delle cooperative della medicina generale aderenti a Legacoop. Una rete composta da oltre 50 cooperative e più di 5.000 medici associati che garantiscono assistenza a circa 7 milioni di cittadini. Un modello organizzativo già operativo che consente ai professionisti di condividere sedi, personale, servizi e tecnologie, rafforzando la continuità assistenziale e la capacità di presa in carico sul territorio.

Al centro della proposta illustrata durante il seminario il Progetto Salute di Legacoop per costruire una filiera cooperativa della salute integrata, capace di unire sanità, sociale e mutualità in un modello di welfare di comunità. L’obiettivo indicato è di mettere a sistema esperienze esistenti, connettere servizi e integrare competenze, trasformando pratiche già attive nei territori in modelli organizzativi replicabili e sostenibili.

Il seminario ha rappresentato un’occasione di confronto sulle trasformazioni in atto nel sistema sanitario e sulla necessità di accompagnare il potenziamento della medicina territoriale con modelli organizzativi innovativi, capaci di sostenere il lavoro dei professionisti e migliorare l’accesso ai servizi per i cittadini. Un percorso nel quale la cooperazione ha confermato la volontà di contribuire mettendo a disposizione competenze, esperienze e capacità organizzative a supporto della sostenibilità e dell’universalità del Servizio Sanitario Nazionale.

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