Reggio Emilia, 12 febbraio 2026 – Si è svolto l’11 febbraio, presso il dipartimento di Economia dell’Università di Parma, il convegno “La cooperazione è giovane?”, promosso da Legacoop Emilia Ovest. L’iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione sul rapporto tra nuove generazioni e movimento cooperativo. Dopo i saluti istituzionali del prorettore Pier Luigi Marchini, dell’assessora alla Comunità giovanile Beatrice Aimi e del presidente di Legacoop Emilia Ovest Edwin Ferrari, la giornata ha offerto un confronto ricco e articolato tra ricerca accademica, testimonianze dirette e contributi del territorio.
Legacoop Emilia Ovest e il Centro internazionale di studi cooperativi hanno presentato due ricerche mirate a comprendere percezioni e aspettative dei giovani rispetto alla cooperazione. Le proposte elaborate dai giovani nei workshop della mattina guidati dal centro di educazione sperimentale “CASCO Learning” sono state discusse in dialogo con Maria Berardi, responsabile sviluppo partnership di Randstad Research (osservatorio sulle professioni del futuro). Un ulteriore contributo è arrivato dal Servizio civile, con l’intervento di Elena Gianformaggio di Legacoop Emilia Ovest e la testimonianza di una giovane volontaria. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini, che ha sottolineato come la partecipazione dei giovani sia al centro della mission dell’associazione sia in termini di coinvolgimento in chi già lavora in cooperativa sia come stimolo a nuova imprenditorialità.
La prima ricerca, “A matter of identity? Youth participation in cooperative’s governance for a sustainable future”, curata dai prof. Luca Fornaciari, Pier Luigi Marchini e Caterina Pesci, ha coinvolto giovani cooperatori dell’Emilia-Romagna. Dallo studio è emerso che la conoscenza dell’identità cooperativa e la condivisione dei valori portano a una maggiore partecipazione operativa, mentre chi attribuisce più importanza ai benefici economici risulta maggiormente coinvolto nella governance decisionale. L’anzianità di affiliazione rafforza in modo significativo tutte le forme di partecipazione.
La seconda ricerca, “Beliefs and Demand for Employee Ownership Among Young Adults”, dei prof. Fabio Landini e Gabriel Burdin, ha invece coinvolto giovani italiani tra i 18 e i 30 anni attraverso un esperimento informativo. Secondo la ricerca i giovani dimostrano inizialmente credenze più pessimistiche rispetto agli esperti in merito alla produttività e stabilità delle cooperative. L’esposizione a informazioni validate da 62 studiosi internazionali ha migliorato sensibilmente le percezioni. L’intervento non ha tuttavia modificato in modo netto la propensione a scegliere una carriera cooperativa, pur accrescendo l’interesse relativo verso questo modello rispetto ad altre alternative professionali.
La giornata, moderata da Vanessa Sirocchi di Legacoop Emilia Ovest, ha mostrato un dato chiaro: i giovani chiedono spazi reali di partecipazione, strumenti di orientamento e percorsi formativi che permettano di conoscere a fondo la cooperazione. Le buone pratiche presentate, in particolare Transcoop ed Emc2 onlus, e il confronto con i protagonisti del settore hanno confermato che investire sui giovani è essenziale per costruire una cooperazione capace di innovare, includere e generare valore sociale nel lungo periodo.






