Romagna, 20 febbraio 2026 – Si è tenuta al Teatro Rasi l’assemblea di Legacoop Romagna, che ha riunito più di 250 cooperatrici e cooperatori delle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena. Le tre città, insieme, associano 352 cooperative e oltre 320mila soci, con più di 28mila occupati e un valore della produzione che supera gli 8 miliardi di euro. Al centro del confronto i “Valori contemporanei” della cooperazione, a partire da democrazia, pari opportunità e partecipazione, con un richiamo esplicito alle celebrazioni dell’ottantesimo del voto alle donne. I lavori, presieduti dalla vicepresidente vicaria Romina Maresi, sono stati aperti dal saluto del Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni. Il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini, nel suo discorso iniziale, ha richiamato le cooperative a rafforzare il proprio ruolo di scuola di democrazia, valorizzando i giovani e le donne.
Si è quindi aperto il dialogo programmatico tra il presidente della Regione Michele de Pascale, e gli esponenti cooperativi di tutti i settori: dalle costruzioni all’agroalimentare, dai servizi alla persona alla cultura, fino alla grande distribuzione organizzata e ai servizi. A confrontarsi con de Pascale c’erano Valerio Brighi (CBR) Marco Casalini (Terremerse), Renata Mantovani (Cad), Marcella Nonni (Ravenna Teatro), Luca Panzavolta (CIA-Conad) e Corrado Pirazzini (Copura). Il dibattito è stato coordinato dal presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi.
Tra gli argomenti trattati è emersa la necessità di adeguare il sistema delle infrastrutture del territorio, riaffermando una visione comune tra istituzioni e imprese per stabilire priorità chiare, in un contesto di risorse scarse. Le politiche urbanistiche si sono rivelate un altro tema comune: le cooperative chiedono di supportare con convinzione i piani di sviluppo delle imprese, salvaguardando il territorio, ma senza dimenticare gli equilibri necessari a non bloccare crescita e sviluppo delle comunità locali. Tra i temi centrali il Piano di assetto idrogeologico in discussione in queste settimane.
Un’altra sfida che attraversa tutti i settori è la difficoltà nel reperire personale. Di fronte a un “inverno demografico” e le politiche migratorie fallimentari rendono sempre più evidente e urgente un intervento sui redditi. In questa chiave il riconoscimento economico dei contratti nazionali di lavoro negli appalti pubblici e la sostenibilità delle basi di gara sono punti di partenza imprescindibili per le imprese ad alta intensità di lavoro. Le preoccupazioni guardano anche oltre confine, con un sistema che vede nell’agroalimentare uno dei suoi motori trainanti e su cui incombono i rischi legati all’internazionalizzazione, dalla politica americana sui dazi al Mercosur, dalla Politica agricola comune al ruolo dell’Europa, che tutti vogliono più forte e presente. In questo contesto di profonda trasformazione non sono mancate le proposte innovative, come la rigenerazione degli spazi urbani dismessi come leva per nuovi progetti di cultura, trasformando gli spazi vuoti della città in laboratori di socialità condivisa.
All’evento erano presenti numerose personalità del mondo politico, economico, sindacale e sociale. Tra gli ospiti istituzionali gli assessori regionali Roberta Frisoni e Giovanni Paglia, i consiglieri regionali Niccolò Bosi, Valentina Ancarani, Francesca Lucchi, Alice Parma ed Eleonora Proni, i presidenti delle Camere di Commercio della Romagna e di Ferrara-Ravenna, Carlo Battistini e Giorgio Guberti, i sindaci di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, Riolo Terme, Federica Malavolti, Dovadola, Jader Dardi e Forlimpopoli, Milena Garavini. In rappresentanza delle amministrazioni comunali di Forlì e Rimini erano presenti gli assessori Kevin Bravi, Paola Casara e Juri Magrini. In apertura, nel corso della parte riservata, l’assemblea ha approvato le proposte di modifica allo statuto, presentate dalla coordinatrice dell’attività sindacale, Simona Benedetti.







