Romagna, 9 febbraio 2026 – Al momento rimane in sospeso il giudizio di Legacoop Romagna sullo schema di bando “tipo” in materia di concessioni demaniali marittime approvato dal Consiglio dei ministri del 5 febbraio 2026, provvedimento molto atteso e seguito, specialmente dopo gli annunci del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
“Il riscontro diventerà positivo – ha dichiarato l’associazione – solo se il bando-tipo, del quale è previsto l’invio alla Conferenza unificata entro 30 giorni dall’approvazione del decreto, contribuirà a indirizzare le evidenze pubbliche nel senso di una forte tutela del lavoro, delle microimprese familiari, del riconoscimento del valore aziendale e della professionalità, della valorizzazione dei modelli di aggregazione cooperativa e della loro attività, della continuità e serietà del servizio e qualità dell’offerta”. “Solo a queste condizioni – ha continuato – lo strumento potrà avere un’effettiva utilità, e solo se rappresenterà un supporto concreto per gli enti locali (i Comuni in primis), chiamati a governare processi complessi in contesti territoriali profondamente diversi tra loro”.
Lo stesso approccio è stato impiegato da Legacoop Romagna per predisporre, in collaborazione con la Regione, linee guida condivise che siano in grado di rispettare le norme europee, ma partendo sempre dal rispetto per le imprese, spesso familiari, che sono le protagoniste del modello turistico e spesso inascoltate e sottovalutate. “Rimaniano in attesa di un provvedimento – ha ribadito Legacoop Romagna – che possa definitivamente riconoscere il valore delle aziende, così come più volte annunciato dal ministro Salvini con riferimento al Codice della navigazione nei mesi scorsi, non si può infatti dimenticare come i sistemi turistici balneari italiani siano il risultato di storie, modelli organizzativi integrati, caratteristiche ambientali e sociali peculiari, che costituiscono un valore distintivo e competitivo riconosciuto a livello nazionale e internazionale”.
Legacoop Romagna chiede quindi che qualsiasi procedura di affidamento sia in grado di promuovere e garantire la tenuta e lo sviluppo del sistema turistico-balneare, valorizzandone le specificità. “In questo senso, la qualità del coinvolgimento, degli enti locali e delle associazioni cooperative e di rappresentanza del settore, sarà decisiva per riprendere con decisione la strada di investimenti, occupazione, sicurezza e qualità dei servizi lungo le nostre coste, che la Bolkestein (direttiva UE 2006/123/CE, per la sua applicazione le concessioni balneari in Italia sono state dichiarate scadute da sentenze dei tribunali italiani) ha frenato”, ha concluso l’asociazione.






