Gamberini: “Non si può affrontare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale con professionisti lasciati soli“
Roma, 17 giugno 2026 – La riforma dell’ordinamento forense rappresenta un’occasione importante per rendere le professioni più moderne, attrattive e capaci di affrontare le trasformazioni tecnologiche e organizzative che stanno cambiando il mercato dei servizi professionali. È quanto sostiene Legacoop nel contributo presentato al Senato, come Alleanza delle Cooperative Italiane, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense.
“Oggi molti professionisti, soprattutto i più giovani, operano in condizioni di crescente isolamento professionale e organizzativo”, dichiara Simone Gamberini, presidente di Legacoop. “In un contesto segnato dall’intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione e dalla crescente complessità delle competenze richieste, diventa sempre più importante favorire modelli che incentivino la collaborazione, la multidisciplinarietà e la capacità di fare rete”.
Secondo Legacoop, la riforma dovrebbe valorizzare maggiormente le forme organizzate dell’attività professionale, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano lo sviluppo e rendendo più semplice l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro professionale.
“L’innovazione non può essere affrontata individualmente”, prosegue Gamberini. “Servono strumenti che consentano ai professionisti di aggregarsi, investire in competenze e tecnologie e competere in un mercato sempre più internazionale. Il rischio, altrimenti, è quello di lasciare i professionisti italiani in una posizione di svantaggio proprio mentre il settore sta attraversando la più grande trasformazione degli ultimi decenni. Serve una riforma più coraggiosa che aiuti i giovani e favorisca le forme aggregate”.
Per Legacoop, il modello cooperativo rappresenta una delle possibili risposte, perché consente di coniugare autonomia professionale, valorizzazione delle competenze individuali e organizzazione collettiva delle attività.
“La vera sfida”, conclude Gamberini, “è costruire un quadro normativo che sappia tenere insieme qualità professionale, innovazione e opportunità per le nuove generazioni. Una riforma che guardi al futuro e non si limiti a gestire il presente”.






