Legge di bilancio, Legacoop Agroalimentare: bene le nuove opportunità, ma servono tempi certi e modalità attuative semplici

Roma, 1° gennaio 2026 – Il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti, ha espresso soddisfazione per il mantenimento del percorso di risanamento dei conti pubblici e la volontà di uscita anticipata dalla procedura di infrazione previsti dalla legge di Bilancio, ma allo stesso tempo il settore è preoccupato per le incertezze che si appresta ad affrontare nel 2026: i dazi statunitensi, le difficoltà di penetrazione in altri mercati internazionali, la stagnazione nei consumi e la crisi climatica.

Secondo l’Associazione, i due emendamenti di maggior rilievo per il settore agricolo e agroalimentare contenuti della legge di Bilancio, che hanno effetti significativi anche per il sistema cooperativo, sono l’abolizione del divieto di compensazione dei crediti agevolativi e l’incremento delle percentuali di credito di imposta per la Zes Unica (Zona economica speciale) per agricoltura, pesca e acquacoltura.

“Nel complesso – ha sottolineato Maretti – la legge di Bilancio contiene interventi che rafforzano la capacità di investimento e l’innovazione del settore primario che si aggiungono ai provvedimenti previsti dal ColtivaItalia. Resta ora fondamentale garantire tempi certi e modalità attuative semplici, affinché le misure possano tradursi rapidamente in opportunità concrete per le imprese cooperative e per le filiere agroalimentari”.

Anche sul fronte del lavoro, viene resa strutturale dal 2026 la disciplina del lavoro occasionale in agricoltura, mentre per i contratti di rete viene introdotta la possibilità di cessione delle quote tra i contraenti, rafforzando gli strumenti di aggregazione tra imprese, indispensabile – secondo il presidente – per poter spingere ulteriormente il settore agroalimentare e della pesca verso un posizionamento di mercato migliore dell’attuale.

Mentre per quanto riguarda il ritorno della maggiorazione degli ammortamenti per investimenti Industria 4.0”, valida dal 2026 al 2028, con aliquote potenziate e beni agevolabili aggiornati: “non possiamo che considerarlo un buon segnale, ma sul quale occorre lavorare per ampliare la platea degli utilizzatori di innovazione tecnologica e digitale delle imprese agroalimentari. Misure, queste, indispensabili ad aumentare la nostra produttività in un contesto internazionale sempre più competitivo”, ha commentato Maretti.

Sul lato dei rischi ambientali per le produzioni, Legacoop Agroalimentare accoglie con favore la proroga della disciplina sperimentale sulle nuove tecniche genomiche, con un rafforzamento del ruolo del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) nella ricerca e il mantenimento un fondo da 350 milioni di euro, per il 2026, destinato alla prevenzione dei rischi naturali ed il rafforzamento della struttura commissariale relativa al contrasto del granchio blu.

“Il 2026 sarà l’ultimo anno pieno di questa legislatura, e confidiamo che le numerose analisi settoriali che sono state elaborate dai diversi tavoli del Masaf portino a una strategia di sistema per affrontare tutti i colli di bottiglia che gravano sulle imprese. L’augurio che ci facciamo per il 2026 – ha concluso Maretti – è che il valore strategico della cooperazione agricola e della pesca, ossia la libera auto-organizzazione di agricoltori e pescatori che si associano per guadagnare fette di valore aggiunto nelle fasi di trasformazione e commercializzazione del prodotto, diventi l’asse portante delle scelte politiche nazionali per il prossimo decennio”.

Condividi su:
Leggi altri articoli correlati