Legacoop Romagna: al via al Pai Po, la nuova normativa regionale per lo sviluppo del territorio dopo le alluvioni del 2023

Romagna, 1° luglio 2026 – Il futuro della Romagna è connesso alla tutela del suo territorio, divenuto strutturalmente fragile a seguito delle terribili alluvioni del 2023 e 2024. La sicurezza idrogeologica è una priorità per tutti i romagnoli, per le Istituzioni locali ed anche per le imprese associate a Legacoop Romagna, in molti casi colpite direttamente dagli eventi catastrofali e, generalmente, legate alle loro comunità da quella attitudine al benessere collettivo, che è una caratteristica cooperativa identitaria.

È questo l’approccio che ha portato Legacoop ad intervenire con preoccupazione nel dibattito scaturito a seguito dell’adozione del nuovo “Piano di Assetto Idrogeologico” da parte dell’Autorità di Bacino, accompagnato dalla volontà di provare a tenere insieme la tutela del territorio romagnolo, con la tenuta della sua economia e lo sviluppo delle imprese che qui operano. Un equilibrio non semplice, ma necessario, responsabilmente finalizzato a non disperdere quel patrimonio di buon governo, qualità della vita e operosità, che alimenta da sempre la capacità della Romagna di essere un territorio attrattivo ed accogliente – anche sul piano economico – determinandone lo sviluppo.

L’Associazione riconosce all’Autorità di Bacino un impegno importante nelle fasi di presentazione del Piano, che sono state capillari, così come nella reiterata disponibilità ad accogliere le osservazioni da parte delle imprese. Un atteggiamento che ha aiutato tutti ad approfondire un impianto normativo e regolamentare non semplice, nel tentativo condiviso di migliorarlo. È esattamente ciò che sta accadendo, soprattutto grazie alla norma che la Regione Emilia-Romagna si sta apprestando ad adottare, andando a definire le modalità con cui gestire il periodo transitorio di salvaguardia, con l’obiettivo di assicurare l’attuazione degli strumenti stabiliti dall’autorità di Bacino nel settore urbanistico

Una norma “ponte” – di cui la consigliera regionale Francesca Lucchi è stata nominata relatrice dall’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna –, che prende atto degli interventi già approvati, autorizzati o comunque idonei all’avvio dei lavori (o già avviati), senza bloccarne la fattibilità, pur in un percorso che prevede una maggiore responsabilizzazione da parte dei beneficiari, siano essi imprese o cittadini, attraverso la produzione di ulteriori relazioni tecniche ed adeguamenti progettuali. 

Infatti, l’intervento normativo su cui sta lavorando la Regione inserisce nella legge urbanistica regionale 24/2017 un nuovo articolo, il 75 ter, che consente di fornire le opportune indicazioni ai Comuni, ai cittadini ed alle imprese, per arrivare ad un tempestivo recepimento dei contenuti e delle previsioni del Piano di Assetto Idrogeologico nei loro strumenti urbanistici, con un procedimento fortemente semplificato.

Restano a carico di pubblico e privati gli obiettivi di tenuta e tutela della Romagna che hanno una complessità enorme. L’Associazione auspica quindi che il provvedimento regionale riesca a garantire adeguata sicurezza dal punto di vista idrogeologico, scongiurando il rischio di “vetrificazione” per un territorio che necessita di uno sviluppo equilibrato. Ciò significa che i 500 milioni di euro di investimenti previsti nei prossimi anni dalle cooperative aderenti a Legacoop in Romagna in realtà potranno concretizzarsi, garantendo al territorio quel percorso di sviluppo equilibrato di servizi ed opportunità per i cittadini.

Condividi su:
Leggi altri articoli correlati