LE NOSTRE COOPERATIVE – 2 MARZO 2026

Cooperativa Nuovo Cilento: 50 anni di innovazione per l’agricoltura e l’ambiente

La cooperativa il prossimo 14 marzo ritirerà “l’Oscar dell’Ecoturismo” di Legambiente

Cinquant’anni di storia, radicamento territoriale e innovazione continua. La Cooperativa Nuovo Cilento celebra mezzo secolo di attività con la vittoria di un premio che valorizza un percorso capace di coniugare tradizione agricola, sostenibilità ambientale e sviluppo delle aree interne: l’Oscar dell’Ecoturismo di Legambiente, che sarà consegnato sabato 14 marzo durante l’evento “Fa’ la Cosa Giusta” presso la Fiera di Milano-Rho.

Fondata nel 1976 da 13 soci per recuperare la produzione olivicola abbandonata a causa dell’emigrazione e dell’incolto, la cooperativa conta oggi oltre 450 soci e opera in tutto il territorio del Parco nazionale del Cilento, producendo quattro linee di olio extravergine e gestendo anche un ristorante interno, dove vengono trasformati e valorizzati molti dei prodotti conferiti dai soci.

Una scelta che rafforza la filiera corta: le materie prime arrivano dai soci, vengono trasformate nel frantoio innovativo della cooperativa e trovano sbocco sia nella ristorazione sia negli shop aziendali. Un modello che genera reddito diffuso e consolida il legame tra produttori e consumatori. Lo spiega il presidente Antonello Di Gregorio, classe 1995, alla guida del gruppo dirigente della cooperativa, interamente composto da giovani tra i 30 e i 40 anni.

“Già l’aver costitutito una cooperativa in Cilento, di per sé è un atto innovativo – sottolinea Di Gregorio – inoltre noi siamo stati tra i primi in Italia a promuovere l’agricoltura organica rigenerativa, già dieci anni fa”.

Nuovo Cilento investe in macchinari all’avanguardia e offre consulenza gratuita ai propri soci su produzioni biologiche e Dop, oltre a percorsi formativi continui e gratuiti. Può vantare collaborazioni con tecnici e agronomi da tutto il mondo, e ha deciso di mettere a disposizione di tutti, sul proprio sito, i link delle lezioni e i laboratori che si sono svolti, condividendo gli assetti teorici migliori, per un’agricoltura sostenibile che valorizzi il territorio. “La nostra è ‘un’offensiva culturale’, perché la cooperazione è questo, è condivisione di tante cose, del lavoro ma anche della cultrura”, spiega il fondatore della cooperativa Peppe Cilento, classe 1947, “perché non si finisce mai di imparare. E qui da noi vengono persone da tutto il mondo: Taiwan, Svezia, Svizzera, Germania”.                                                                                                                                                                          

Le strategie di aggiornamento e innovazione – ha spiegato Cilento – sono una scelta strategica per la cooperativa, a partire dal compostaggio degli scarti della lavorazione delle olive per restituire sostanza organica agli uliveti, il monitoraggio della mosca olearia con capannine meteorologiche, l’incremento della biodiversità per favorire la diffusione di insetti utili per il terreno: pratiche che puntano alla salute delle piante e del suolo, senza ricorso a chimica invasiva. Strategia che è stata efficace anche di fronte all’emergenza Xylella, che non ha intaccato la produzione della cooperativa, perché la cura del suolo, la potatura corretta e lo sviluppo della biodiversità rappresentano fattori di adattabilità fondamentali.

Innovative anche le tecniche agronomiche adottate: dallo sfalcio controllato per creare una pacciamatura naturale, alla sperimentazione del metodo Keyline – una tecnica antierosione di origine australiana – per conservare acqua nei periodi di siccità e contrastare il degrado dei terreni collinari.

La cooperativa, anche attraverso programmi di formazione con le scuole del territorio, ha proposto una riflessione sulla “piramide alimentare”, mettendo alla base il benessere e l’ambiente.

Il premio ricevuto da Legambiente – spiegano ancora Cilento e Di Gregorio – valorizza anche l’impegno sull’ecoturismo: collaborazioni con associazioni ambientaliste, presidi Slow Food, reti internazionali di escursionismo e gruppi di turisti.

Fondamentale il legame con Legacoop, che accompagna e sostiene i progetti della cooperativa, rafforzando una rete che è insieme economica e culturale.

Celebrare 50 anni significa anche interrogarsi sul futuro delle aree interne, sul quale la cooperativa ha promosso un confronto con partner scientifici, politici e universitari per mettere a sistema buone pratiche e soluzioni replicabili.

“Man mano i risultati arrivano, ma il cammino è lungo”: serve tempo, partecipazione, solidarietà. Non parlo di aiuti economici, ma di condivisione di responsabilità e visione”, sottolinea Cilento.

La storia di Nuovo Cilento dimostra che la cooperazione è molto più di un modello d’impresa: è costruzione collettiva di cultura, lavoro e territorio. E nel cuore del Cilento continua a essere un laboratorio vivo di innovazione sociale e ambientale.

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