Sale della Terra Salento: quando la cooperazione costruisce inclusione partendo dai territori
“Credere nella cooperazione significa credere nella capacità delle persone di costruire insieme risposte concrete e comunità più inclusive“. Lo racconta Federica Lupo, responsabile del nodo Salento del consorzio di cooperative “Sale della Terra“, spiegando la loro idea di cooperazione come strumento “orizzontale e democratico” capace di mettere in circolo le risorse presenti nelle comunità, costruendo alleanze solide con il pubblico per rispondere ai bisogni sociali in modo innovativo e partecipato.
L’attività del Consorzio si sviluppa attraverso interventi che accompagnano le persone nelle diverse fasi della vita, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità.
Nel territorio provinciale sono attivi due progetti di accoglienza nei comuni di Tricase e Castrignano del Capo (LE): uno dedicato ai minori stranieri non accompagnati e uno rivolto agli adulti. Percorsi che non si limitano all’accoglienza, ma puntano a favorire inclusione, autonomia e costruzione di nuove relazioni con la comunità.
Accanto a questi interventi, il Consorzio ha promosso anche Nidi di Comunità, un progetto dedicato al sostegno della genitorialità e della prima infanzia nella delicata fascia 0-3 anni. Un’esperienza che ha accompagnato famiglie e bambini offrendo servizi di prossimità e rafforzando le reti educative del territorio.
Sono iniziative diverse tra loro, ma unite dalla stessa idea di welfare: partire dai bisogni reali delle persone e costruire risposte condivise, capaci di generare valore sociale.
Tra le esperienze più innovative del Consorzio c’è Alimenta, il bar sociale inaugurato nell’ottobre 2024 a Lecce.
Si tratta di un progetto nato con un obiettivo preciso: creare percorsi concreti di inclusione sociale e lavorativa per persone con disabilità.
All’interno del bar, infatti, le persone vengono accompagnate in un percorso di crescita che sviluppa competenze professionali, autonomia personale e capacità relazionali. Il lavoro diventa così uno strumento di emancipazione e partecipazione alla vita della comunità.
L’obiettivo, sottolinea Federica Lupo, è anche culturale: dimostrare che la disabilità non rappresenta un limite, ma può diventare una risorsa per tutta la collettività quando vengono create le condizioni per valorizzare talenti, capacità e aspirazioni.
L’esperienza di Alimenta si sta inoltre estendendo anche alla gestione del punto ristoro all’interno del Castello Carlo V di Lecce, portando lo stesso modello di inclusione in uno dei luoghi simbolo della città e contribuendo a diffondere una nuova cultura del lavoro e della partecipazione.
La storia di Sale della Terra Salento racconta come la cooperazione sociale possa essere un motore di sviluppo delle comunità. Attraverso la collaborazione tra cooperative, enti pubblici e cittadini, è possibile costruire risposte innovative che mettono al centro la dignità delle persone, promuovono autonomia e rafforzano la coesione sociale.
Una visione che supera la semplice erogazione dei servizi e punta a generare comunità più inclusive, nelle quali ciascuno possa trovare il proprio spazio e contribuire con le proprie capacità.
Perché la cooperazione, quando nasce dall’ascolto dei territori, diventa uno strumento capace di trasformare i bisogni in opportunità e le fragilità in valore condiviso.





