Oltre l’emergenza: il ruolo strategico della cooperazione in Palestina per restituire alla popolazione il diritto al futuro
Di Claudia Colabella, Responsabile Progetti di cooperazione internazionale di Haliéus
L’impegno della cooperazione italiana nei contesti di crisi internazionale si traduce in azioni concrete di solidarietà, sviluppo e costruzione di futuro. È in questa prospettiva che si inserisce il lavoro di Haliéus, la struttura di sistema di Legacoop per la cooperazione internazionale, in un momento in cui la situazione in Palestina impone una riflessione profonda sul ruolo delle organizzazioni collettive e sulla responsabilità della comunità internazionale.
La Palestina oggi rappresenta uno dei contesti più drammatici in termini umanitari, economici e sociali. I dati restituiscono una crisi senza precedenti: oltre il 90% della popolazione dipende da aiuti umanitari, mentre la disoccupazione ha raggiunto il 79,7% a Gaza, con oltre 155.000 posti di lavoro persi e perdite produttive devastanti, pari a oltre l’80% del raccolto agricolo e al 90% di quello legato alla pesca. A ciò si aggiunge una crisi sociale profonda, che colpisce in particolare le nuove generazioni: più di 637.000 bambine e bambini sono rimasti senza accesso all’istruzione per due anni consecutivi, il 97% delle scuole è stato danneggiato o distrutto e oltre 1,2 milioni di minori soffrono di traumi gravi.
In questo scenario, il movimento cooperativo palestinese – storicamente tra i più strutturati del mondo arabo – si conferma un presidio fondamentale di resilienza, capace di organizzare risorse e sostenere le comunità. Su questo tessuto si innesta l’azione di Haliéus, che da oltre un decennio promuove interventi di cooperazione internazionale valorizzando il modello cooperativo come leva di empowerment economico e sociale. Un approccio sistemico che mette in rete competenze, istituzioni e attori locali e internazionali per rafforzare strutturalmente il movimento cooperativo.
Le esperienze maturate in Palestina, grazie anche al partenariato con l’Economic & Social Development Center of Palestine (membro dell’ICA), spaziano dalla gestione delle risorse idriche al sostegno alla pesca artigianale a Gaza, fino allo sviluppo di strumenti finanziari e formativi. Esperienze che dimostrano come la cooperazione possa incidere concretamente anche in contesti segnati da conflitto e instabilità.
Accanto a questo impegno strutturale, si affiancano interventi emergenziali fondamentali per rispondere ai bisogni immediati. In questo senso, assume particolare rilievo l’iniziativa promossa da WeWorld a sostegno dei bambini di Gaza. Grazie al contributo di Legacoop e alla solidarietà di 77 cooperative, sono stati realizzati campi estivi che hanno offerto a centinaia di bambine e bambini spazi sicuri, attività educative e supporto psicosociale. Un segnale concreto della capacità del sistema cooperativo di attivarsi rapidamente e generare impatto anche nelle condizioni più difficili.
Oggi, di fronte alla profondità della crisi, è necessario compiere un salto ulteriore: passare dalla risposta emergenziale alla costruzione di un quadro strategico di lungo periodo. In questa direzione si colloca il lavoro di analisi e co-progettazione avviato da Haliéus con il movimento cooperativo palestinese, che ha individuato priorità chiare: formazione, sviluppo di competenze manageriali e innovazione.
Il rafforzamento della dimensione accademica rappresenta un elemento chiave, grazie alla collaborazione con Al-Quds University e alla prospettiva di sviluppare percorsi formativi dedicati all’economia cooperativa e sociale. Investire sulle competenze significa creare le condizioni per una crescita autonoma e sostenibile, restituendo centralità alle comunità e prospettiva alle giovani generazioni.
In questo quadro, il Memorandum of Understanding tra Legacoop e Al-Quds University assume un valore strategico decisivo. Non è solo un accordo istituzionale, ma un investimento concreto nel futuro del movimento cooperativo in Palestina: un impegno condiviso per mettere a sistema conoscenze, modelli e strumenti dell’esperienza cooperativa italiana. Il Memorandum apre la strada alla creazione di percorsi strutturati, come master dedicati alla cooperazione e all’economia sociale, e alla costruzione di un ecosistema in cui università, cooperative e istituzioni possano dialogare stabilmente, generando innovazione e nuove opportunità.
La cooperazione internazionale promossa di Haliéus si configura così come uno scambio reciproco, in cui la costruzione di valore avviene attraverso relazioni di lungo periodo. In un mondo attraversato da crisi multiple, la cooperazione dimostra ancora una volta la propria attualità. Il modello cooperativo è intrinsecamente orientato a mettere al centro le persone, i territori e la responsabilità verso le generazioni future, e questo applicato alla cooperazione internazionale, diventa uno strumento potente per costruire pace, sviluppo, uguaglianza e giustizia sociale. L’impegno in Palestina afferma che anche nei contesti più difficili è possibile investire su modelli economici inclusivi, democratici e partecipativi. Significa credere che il futuro possa essere costruito collettivamente, a partire dalle comunità. In questo senso, Haliéus rappresenta non singoli progetti, ma una visione: quella di una cooperazione capace di connettere territori, generare opportunità e contribuire, concretamente, a restituire dignità e prospettiva a popolazioni oggi private del loro diritto fondamentale al futuro. In questa visione Haliéus intende continuare ad agire per contribuire a costruire una pace attraverso percorsi di economia cooperativa, consapevole e responsabile.







