EDITORIALE – 30 GIUGNO 2026

Il 28° regime societario europeo: un’opportunità in cui includere anche la cooperazione

Di Marco Mingrone, responsabile Ufficio Legislativo di Legacoop

Il dibattito europeo sull’introduzione del cosiddetto “28° regime societario” – previsto nella proposta di Regolamento COM(2026) 321 final che istituisce la nuova forma della EU Inc. – rappresenta un passaggio rilevante nel processo di integrazione del mercato interno, come richiesto anche nei Rapporti preparati da Mario Draghi, ma, soprattutto, da Enrico Letta. L’iniziativa della Commissione mira a creare un modello societario opzionale, fondato su norme europee direttamente applicabili, che si affianchi ai regimi nazionali esistenti, con l’obiettivo di semplificare l’attività d’impresa su scala transfrontaliera e rafforzare la competitività dell’Unione.

La proposta persegue alcuni obiettivi chiari: riduzione degli oneri amministrativi, piena digitalizzazione degli adempimenti societari, maggiore interoperabilità dei registri delle imprese e, soprattutto, un elevato grado di flessibilità organizzativa e contrattuale. In questo contesto, la EU Inc. si configura come uno strumento pensato per attrarre investimenti e favorire la crescita delle imprese europee, anche grazie a un’armonizzazione maggiore delle regole di funzionamento rispetto a esperienze precedenti, come la Società Europea (SE), il cui scarso successo è stato in parte determinato dall’eccessivo rinvio alle legislazioni nazionali.

Un’impostazione più uniforme e tecnologicamente avanzata che costituisce quindi un elemento di indubbio interesse che, tuttavia, come evidenziato da Alleanza delle Cooperative Italiane, rischia di produrre un risultato incompleto se non sarà in grado di includere anche le imprese a scopo mutualistico.

La proposta attuale, infatti, è essenzialmente costruita attorno a modelli societari lucrativi. Questo approccio non tiene adeguatamente conto della specificità e del ruolo dei soggetti imprenditoriali dell’economia sociale, a partire dalle cooperative.

Per questi motivi, Legacoop, assieme alle altre associazioni dell’Alleanza delle Cooperative, propone di integrare la disciplina del 28° regime, introducendo esplicitamente la possibilità di adottare la forma cooperativa all’interno della EU Inc. In particolare, il movimento cooperativo suggerisce l’istituzione di una nuova configurazione – la “EU Inc. Coop.” – che consenta di combinare i vantaggi della standardizzazione europea con i principi fondanti dell’impresa cooperativa.

Questa configurazione affronterebbe le criticità (analoghe a quelle della Società Europea) che erano emerse nel caso della Società Cooperativa Europea (SCE), la cui scarsa diffusione è imputabile (come autorevolmente rilevato da uno studio di Euricse per conto della Commissione Europea) proprio alla complessità normativa e alla scarsa integrazione tra disciplina europea e diritti nazionali.

La proposta si articola su due possibili direttrici: la creazione di una forma giuridica autonomaoppure la definizione di una variante della EU Inc. basata sull’autonomia statutaria. In entrambi i casi, l’obiettivo è garantire il rispetto dei principi cooperativi essenziali, che rappresentano il tratto distintivo di questo modello d’impresa.

Tra questi principi, in primo luogo, lo scopo mutualistico, che orienta l’attività aziendale al soddisfacimento dei bisogni dei soci, siano essi lavoratori, utenti o fornitori. A ciò si affianca la governance democratica, fondata sul principio “una testa, un voto”, indipendentemente dal capitale detenuto, elemento che assicura una gestione partecipata e inclusiva. Fondamentali sono anche la porta aperta e la variabilità del capitale, che permettono l’ingresso e l’uscita dei soci senza rigidità strutturali, e il meccanismo del ristorno, attraverso cui gli utili vengono redistribuiti in proporzione all’attività svolta con la cooperativa.

Completa il quadro il principio della devoluzione disinteressata del patrimonio, che garantisce, in caso di scioglimento, la destinazione delle risorse residue a finalità di interesse collettivo, rafforzando la dimensione sociale dell’impresa cooperativa.

L’integrazione di questi elementi nella futura normativa europea consentirebbe di estendere i benefici del 28° regime anche alle cooperative, evitando il rischio di una segmentazione del mercato interno, già molto significativa in Italia, tra modelli d’impresa diversi. Al contrario, valorizzare la pluralità delle forme societarie rappresenta una condizione essenziale per uno sviluppo equilibrato e sostenibile dell’economia europea.

In questa prospettiva, la proposta dell’Alleanza non si pone in alternativa all’iniziativa della Commissione, ma ne rafforza l’impianto, contribuendo a renderlo più inclusivo e coerente con la diversità dei sistemi economici nazionali. L’introduzione della EU Inc. Coop. rappresenterebbe infatti un’evoluzione naturale del progetto europeo, capace di coniugare innovazione normativa e riconoscimento delle specificità dell’economia sociale.

Auspichiamo, pertanto, che il confronto in corso nelle istituzioni europee valorizzi la “variante cooperativa” completando la proposta di Regolamento della Commissione Europea e, a tal fine, Legacoop ha aperto un percorso di coinvolgimento delle Associazioni cooperative e dei parlamentari europei, analogamente a quanto si fece, all’inizio degli anni Duemila, per supportare la nascita della Società Cooperativa Europea, realizzata anche allora con lo strumento legislativo di massima armonizzazione del diritto europeo ossia il Regolamento CE N. 1435/2003 del 22 Luglio 2003.

Marco Mingrone
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