Complessivamente il valore donato da tutte le cooperative di consumatori nel corso dell’anno è stato di oltre 32 milioni di euro. Molto apprezzato anche il “Mangiami subito”, con sconti fino al 50% per prodotti prossimi alla scadenza, che raggiunge il valore di oltre 50 milioni di euro di prodotti scontati venduti ed è una prassi attiva in quasi 900 punti vendita.
Roma, 5 febbraio 2026 – Con il progetto “Buon Fine” per il contrasto allo spreco alimentare, Coop nel 2025 ha permesso di recuperare oltre 4.900 tonnellate di cibo destinate a 897 enti benefici in tutta Italia. In complesso il valore donato da tutte le cooperative di consumatori nel corso dell’anno è stato di oltre 32 milioni di euro. Lo rende noto la cooperativa con un comunicato diffuso in occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che si celebra il 5 febbraio.
Molto apprezzato anche il progetto “Mangiami subito” che ha offerto sconti fino al 50% per prodotti prossimi alla scadenza, che raggiunge il valore di oltre 50 milioni di euro di prodotti scontati venduti ed è una prassi attiva in quasi 900 punti vendita.
La grande inflazione del 2022 e 2023 – fa sapere la cooperativa – parzialmente riassorbita negli ultimi due anni, ha lasciato negli italiani una coscienza sempre più sviluppata in tema di spreco alimentare. Un po’ per risparmiare, un po’ per rispettare il più possibile il pianeta e rallentare il climate change con rifiuti a perdere, gli italiani sono sempre più abili nell’evitare lo spreco di cibo.
Il progetto “Buon Fine”, attivo dal 2003, si impegna a recuperare prodotti alimentari altrimenti destinati a rifiuto e a donarli a persone in difficoltà, nel 2025, ha permesso di donare oltre 4.900 tonnellate di derrate alimentari (in crescita rispetto alle 4.813 del 2024) – in grado di generare oltre 9 milioni 800 mila pasti – per un valore pari a oltre 32 milioni di euro (rispetto ai 31 milioni 661 mila euro dell’anno precedente). Grazie al programma infatti i prodotti invenduti o invendibili arrivano a coloro che vivono in stato di necessità attraverso una rete solidale che coinvolge i dipendenti Coop, che organizzano e gestiscono le diverse fasi della donazione, e i soci Coop che, a titolo volontario, si occupano delle relazioni con enti pubblici e associazioni. Assieme a questi anche le amministrazioni locali che supervisionano il processo di donazione e i soggetti donatari che ritirano i prodotti per assistere le persone bisognose.
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