Dall’intervento del presidente dell’International Cooperative Alliance, Ariel Guarco, al richiamo di Enrico Letta all’unità europea, fino all’analisi di Paola Profeta sui divari di genere: al centro dei panel della Biennale Legacoop il ruolo della cooperazione nelle grandi trasformazioni economiche e sociali.
Milano, 10 ottobre 2026 – «La pace fa parte della nostra identità, ma non c’è pace duratura senza giustizia sociale, partecipazione economica e sviluppo inclusivo». È questo uno dei messaggi centrali dell’intervento di Ariel Guarco, presidente dell’International Cooperative Alliance (ICA), in apertura della seconda giornata della Biennale dell’Economia Cooperativache presso il The Mall di Milano, durante il quale ha richiamato il ruolo della cooperazione nella costruzione di società più giuste, democratiche e inclusive.
Il Piano strategico dell’ICA, ha ricordato Guarco, riafferma che le cooperative non sono soltanto imprese più eque, ma vere e proprie infrastrutture di pace, partecipazione democratica e resilienza sociale. Quando diminuisce la fiducia nelle istituzioni, la cooperazione contribuisce a ricostruirla; quando le comunità si frammentano, crea coesione; quando prevale la logica del conflitto, sceglie il dialogo. La pace, ha sottolineato, si costruisce creando comunità.
Da qui l’appello ai governi di tutto il mondo affinché il sostegno alla cooperazione si traduca in politiche concrete, capaci di valorizzare un modello di sviluppo che coniuga competitività e solidarietà, innovazione e democrazia, efficienza economica e sostenibilità sociale.
Guarco ha inoltre sottolineato come, in un momento di grandi trasformazioni, il movimento cooperativo internazionale sia chiamato a difendere il proprio modello di organizzazione socio-economica e a rafforzare il proprio contributo al bene comune. Tra le sfide emergenti, anche quella dell’intelligenza artificiale: il presidente dell’ICA ha richiamato la costruzione di una IA cooperativa, capace di portare i valori della cooperazione lungo tutta la catena del valore e di orientare l’utilizzo delle nuove tecnologie verso il bene comune.
Il suo intervento ha offerto anche l’occasione per celebrare i 140 anni di Legacoop e il contributo dell’organizzazione al movimento cooperativo internazionale. «Celebriamo 140 anni di donne e uomini che hanno deciso di non affrontare da soli i problemi del loro tempo: la povertà, la mancanza di lavoro, la guerra, la dittatura. La risposta è sempre la stessa: unirsi per cooperare, unirsi per creare un patrimonio comune e restituirlo alle generazioni future».
Guarco ha ricordato il ruolo di Legacoop come pilastro fondamentale dell’ICA, richiamando con affetto la figura di Ivano Barberini, già presidente dell’Alleanza cooperativa internazionale e proveniente dal movimento cooperativo italiano. I 140 anni di Legacoop, ha sottolineato, non sono soltanto un traguardo, ma una storia che continua a essere scritta, con radici profonde e uno sguardo rivolto al futuro, appartenente all’Italia e all’intera comunità cooperativa internazionale.
Enrico Letta: «Per essere liberi e sovrani dobbiamo essere uniti a livello europeo»
«Se vogliamo essere liberi, indipendenti e sovrani, padroni del nostro destino, questo non può che avvenire a livello europeo». È il messaggio lanciato dall’ex presidente del Consiglio e – tra le altre cose – presidente dell’Istituto Jacques Delors, Enrico Letta, che ha posto al centro del suo intervento la necessità di rafforzare l’integrazione europea per garantire ai Paesi membri autonomia, competitività e capacità di affrontare le grandi sfide globali.
«Un Paese da solo non può essere produttivo e sovrano», ha sottolineato Letta, evidenziando i rischi dell’isolamento. Le dipendenze energetiche, tecnologiche e in materia di sicurezza hanno conseguenze dirette sulla vita delle persone e dimostrano quanto sia necessario agire insieme. L’Europa, considerata nel suo complesso, rappresenta circa il 17% dell’economia globale, contro il 25% degli Stati Uniti: una dimensione che le consente di competere a livello internazionale, ma che rischia di perdere forza se i 27 Stati membri agiscono separatamente.
Per Letta, l’unità europea non è un lusso, ma una condizione necessaria per preservare la libertà e la sovranità dei cittadini europei. Una sfida che non riguarda soltanto l’economia e la sicurezza, ma anche la difesa dei valori condivisi su cui si fonda il progetto europeo: la laicità, la parità tra donne e uomini, i diritti delle minoranze e l’uguaglianza.
Nel suo intervento, Letta ha inoltre ringraziato il mondo cooperativo per i contributi forniti durante l’elaborazione del Rapporto sul futuro del mercato unico europeo, sottolineando la presenza e la visibilità delle istanze della cooperazione nel documento. Un riconoscimento del contributo che il movimento cooperativo può offrire alla costruzione di un’Europa più integrata, capace di coniugare sviluppo economico e attenzione alle persone.
Paola Profeta, prorettrice per la Diversità, l’inclusione e la sostenibilità e professoressa ordinaria di Scienza delle finanze all’Università Bocconi, ha sottolineato l’importanza di rafforzare i servizi per l’infanzia, ampliare i congedi di paternità, promuovere la presenza delle donne nei luoghi decisionali e favorire un cambiamento culturale: passaggi necessari per ridurre i divari di genere nel mercato del lavoro italiano.
Il quadro nazionale presenta ancora criticità significative. Sebbene le donne superino gli uomini nei livelli di istruzione terziaria, scelgono meno frequentemente percorsi di studio STEM e incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al lavoro e nella progressione professionale. La penalizzazione diventa particolarmente evidente dopo la maternità, con effetti sulle opportunità di carriera e sulla possibilità di raggiungere posizioni di responsabilità.
Il divario occupazionale tra donne e uomini rimane tra i più ampi in Europa, con forti differenze territoriali. Disuguaglianze che si riflettono non soltanto nell’accesso al lavoro, ma anche nella presenza femminile ai vertici delle organizzazioni e, nel lungo periodo, nell’importo delle pensioni.
Per affrontare queste criticità, Profeta ha evidenziato la necessità di politiche strutturali capaci di sostenere l’occupazione femminile e favorire una più equa distribuzione delle responsabilità familiari. Tra gli interventi indicati, il potenziamento dei servizi per l’infanzia, l’estensione dei congedi di paternità e l’adozione di quote di genere nelle posizioni decisionali.
Accanto alle misure istituzionali, è fondamentale una trasformazione culturale che favorisca l’inclusione e il pieno riconoscimento delle competenze femminili. La parità di genere non è soltanto una questione di equità, ma una condizione per valorizzare il talento, sostenere l’innovazione e rafforzare la sostenibilità sociale ed economica.









