Biennale, Gamberini (Legacoop): «Il Patto per l’Italia parte da Milano. Da qui inizia una nuova stagione per la cooperazione e per il Paese»

Conclusa la Biennale dell’Economia Cooperativa nel 140° anniversario di Legacoop. Due giornate di confronto con il mondo politico, istituzionale ed economico. Gamberini: «Vogliamo contribuire a costruire le scelte che determineranno il futuro dell’Italia».

Milano, 10 ottobre 2026 –  L’inizio di una nuova fase. Si chiude a Milano la Biennale dell’Economia Cooperativa, che ha celebrato i 140 anni dalla fondazione di Legacoop e lanciato la proposta costruire un nuovo Patto per l’Italia, capace di mettere insieme istituzioni, imprese, lavoro e società civile intorno a un progetto condiviso di crescita economica e coesione sociale.

Due giornate che hanno portato al centro del confronto politico ed economico nazionale il ruolo della cooperazione nelle grandi trasformazioni del Paese. La partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della politica, del mondo imprenditoriale, accademico e sociale ha confermato la Biennale come hub, luogo di dialogo tra esperienze, culture e visioni differenti, accomunate dalla necessità di individuare nuove risposte alle sfide dell’Italia.

«Da Milano lanciamo un messaggio chiaro: la cooperazione è una parte dell’economia italiana che vuole assumersi una responsabilità più grande. Vogliamo contribuire a decidere dove deve andare il Paese, come deve crescere e soprattutto chi deve partecipare a quella crescita», dichiara Simone Gamberini, presidente di Legacoop.

Casa, sanità, lavoro, transizione energetica, innovazione, intelligenza artificiale, sviluppo industriale e riduzione delle disuguaglianze sono stati al centro del confronto. Questioni che richiedono investimenti, una visione di lungo periodo e la capacità di mobilitare risorse pubbliche e private.

«La sfida che abbiamo davanti riguarda anche il futuro dell’Europa – pone l’accento Gamberini – . Abbiamo bisogno di un’Unione europea che torni a investire nella propria capacità industriale, nell’innovazione e nella coesione sociale, senza lasciare indietro territori e persone. La competitività europea non può fondarsi soltanto sulla riduzione dei costi, ma sulla qualità del lavoro, sulla capacità di creare valore e di distribuirlo. In questa prospettiva, la cooperazione può contribuire a costruire un modello europeo di sviluppo più forte, autonomo e inclusivo».

«L’Italia non ha bisogno dell’ennesima contrapposizione tra Stato e mercato, tra crescita e giustizia sociale, tra competitività e diritti. Ha bisogno di un nuovo patto che tenga insieme ciò che troppo spesso abbiamo considerato incompatibile. La cooperazione può essere uno degli strumenti per realizzarlo, perché conosce il valore dell’impresa, ma anche quello delle persone e delle comunità che rendono possibile la creazione della ricchezza».

La Biennale segna anche un ulteriore passaggio nel percorso di apertura che Legacoop sta portando avanti: un’organizzazione sempre più impegnata a dialogare con il mondo delle imprese, della finanza, della ricerca, delle istituzioni e con interlocutori internazionali, nella convinzione che le grandi sfide economiche e sociali non possano essere affrontate dentro confini settoriali o associativi.

«Vogliamo una cooperazione capace di confrontarsi con il mondo – sottolinea Gamberini – contaminarsi con idee nuove, costruire alleanze e misurarsi con le grandi trasformazioni dell’economia. La nostra identità diventa più forte quando siamo capaci di mettere i nostri valori al servizio di un progetto più grande».

Un’ambizione che guarda anche alle nuove generazioni e alla necessità di costruire condizioni favorevoli alla nascita di nuove imprese cooperative, capaci di interpretare i cambiamenti del lavoro, della tecnologia e della società.

«Abbiamo celebrato 140 anni di storia straordinaria – mette in risalto il presidente di Legacoop – ma la sfida dei prossimi 140 anni è dare ai nostri giovani la possibilità di costruire le cooperative che ancora non esistono per produrre benessere per i loro soci e le loro famiglie. È questa la responsabilità che sentiamo verso il futuro».

Il lavoro avviato alla Biennale proseguirà nei prossimi mesi attraverso il confronto con le istituzioni, le forze economiche e sociali e i territori, per tradurre le proposte emerse in iniziative e percorsi concreti.

«Il Patto è una richiesta rivolta alla politica, che la politica ha accolto qui a Milano. È una proposta di responsabilità condivisa. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, a investire, innovare e costruire nuove alleanze. Perché il futuro dell’Italia non si aspetta. Si costruisce. E si costruisce insieme», conclude Gamberini.

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