Centrali cooperative: “Giudizio positivo sulla vigilanza, ma serve intervento più ampio per la promozione e lo sviluppo del settore”

Roma, 14 aprile 2026 – “Le associazioni esprimono un giudizio complessivamente positivo sull’iniziativa, ritenendola coerente con l’assetto costituzionale delineato dall’articolo 45 della Costituzione, che affida agli “opportuni controlli” la tutela del carattere mutualistico della cooperazione. Il documento ricostruisce la genesi storica del sistema di vigilanza, fondato sull’affiancamento tra Stato e Centrali cooperative sin dalla legge Basevi del 1947, e ne dimostra l’efficienza attraverso dati empirici e un’analisi comparata con i modelli europei (Germania, Austria, Francia, Portogallo)”. Così, in una nota congiunta, Confcooperative, Legacoop, Agci, Unicoop, Unci e UeCoop in audizione nella X commissione Attività produttive della Camera dei deputati sul disegno di legge che delega al Governo la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici.

Le Centrali cooperative sottolineano tuttavia che la riforma non deve limitarsi al rafforzamento dei controlli, ma deve accogliere il monito della Corte costituzionale (sentenza n. 116/2025), che invita il Legislatore a rilanciare anche la dimensione promozionale della politica cooperativa, oggi in grave crisi.

Le Associazioni propongono inoltre una serie di emendamenti al testo del disegno di legge per: garantire la copertura della vigilanza su tutti gli enti, assicurare proporzionalità nelle sanzioni, valorizzare la funzione consultiva della Commissione centrale e preservare l’autonomia statutaria delle associazioni. Viene inoltre auspicato un intervento legislativo più ampio in ambito tributario, societario e sociale per sostenere la promozione e lo sviluppo del movimento cooperativo.

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