Area studi, indagine sugli andamenti delle cooperative nel terzo quadrimestre del 2025: il 75% regista stabilità di domanda e occupazione.

Roma, 27 gennaio 2026 – Per il terzo quadrimestre del 2025 è stata confermata una sostanziale stabilità della domanda e dell’occupazione per il 75% delle cooperative associate a Legacoop, accompagnata da segnali di indebolimento, peggioramento della domanda estera, e aspettative in peggioramento per i prossimi mesi, motivate da un quadro complessivo di incertezza e da un rilevante scetticismo sull’evoluzione del contesto macroeconomico italiano. È quanto emerge dall’indagine congiunturale sugli andamenti delle cooperative effettuata dall’Area studi di Legacoop

“I dati – ha sottolineato Simone Gamberini, presidente Legacoop – confermano una fase di sostanziale tenuta del sistema, che continua a dimostrare capacità di adattarsi pure in un contesto economico complesso e incerto. La cooperazione, per la sua presenza trasversale in tutti i settori della produzione e dei servizi, rappresenta un osservatorio particolarmente significativo sull’andamento reale dell’economia del Paese, in grado di coglierne con anticipo segnali di criticità: ed è proprio in questa direzione che sta andando il paese.” “In questo quadro – ha continuato – preoccupano in particolare le difficoltà che proseguono nel settore manifatturiero, dove si concentra una quota rilevante delle segnalazioni di ulteriore calo della domanda, anche in relazione al peggioramento del contesto internazionale. Allo stesso tempo, l’aumento del pessimismo sulle prospettive macroeconomiche, la persistente carenza di manodopera qualificata e le tensioni sulla liquidità a breve termine impongono un rafforzamento delle politiche industriali, del lavoro e degli investimenti”. 

Nel terzo quadrimestre 2025 (periodo cui fanno riferimento tutti i dati riportati), l’11% delle cooperative ha registrato un aumento della domanda interna di prodotti e servizi, mentre il 14% ha segnalato una contrazione, determinando un saldo complessivamente negativo del 3%. A livello settoriale, si evidenzia una quota più elevata di imprese che registrano un calo della domanda nelle attività manifatturiere (37%) e nel settore delle attività culturali e turistiche (20%). Fanno eccezione i settori dell’abitazione, dove le cooperative che registrano un livello alto della domanda sono il 50%, e dell’industria delle costruzioni (15%). In netto peggioramento la domanda estera: solo il 3% delle cooperative esportatrici dichiara un aumento, mentre ben il 21% segnala una contrazione, a conferma di un contesto internazionale sempre più sfavorevole. Nel confronto con il secondo quadrimestre dell’anno, il 74% delle cooperative segnala una situazione di sostanziale stazionarietà, ma rispetto alla precedente rilevazione si riduce dal 18% al 13%, la quota di imprese che hanno registrato un aumento della domanda. 

Sul fronte occupazionale, si registra una sostanziale stabilità per il 75% delle cooperative. Tuttavia, rispetto alla precedente rilevazione diminuisce la quota di imprese che hanno ampliato il proprio organico. Rappresentano il 16% le cooperative in crescita occupazionale (in calo di 4 punti percentuali rispetto il secondo quadrimestre) e il 9% quelle che hanno invece ridotto il personale (in aumento di 1 punto). A livello territoriale, il saldo positivo più elevato si registra al Nord (+10%), mentre il Sud evidenzia un saldo negativo (– 5%). Per quanto riguarda i settori di attività, i saldi positivi più elevati si registrano nei servizi (+14%) e nella cooperazione sociale (+10%). Saldi negativi, invece, nel settore abitativo (-13%), nel consumo/distribuzione (– 12%) e nelle attività manifatturiere (– 5%). 

Come prospettive per i prossimi mesi, i cooperatori sono pessimisti sull’evoluzione del contesto macroeconomico nazionale, con un saldo negativo di 23 punti (+4% punti rispetto alla precedente rilevazione) tra i giudizi positivi che calano al 7% e i giudizi negativi che salgono al 31%. Anche le aspettative relative alla domanda, pur con un saldo positivo di 5 punti, evidenziano un indebolimento del clima di fiducia: il 63% prevede una domanda stazionaria. I saldi positivi più elevati vengono registrati dalle imprese attive nei settori abitativo (+38%), del consumo/distribuzione (+24%) e della cooperazione sociale (+16%). Il sentiment più pessimista si registra invece tra le cooperative dell’industria delle costruzioni, della cultura, delle attività manifatturiere e dell’agroalimentare. Dal punto di vista territoriale, il saldo positivo più elevato si rileva al Sud.

Per quanto riguarda l’occupazione, per i prossimi 4-5 mesi il 78% delle cooperative prevede di mantenere invariato l’organico. Le attese di aumento dell’occupazione sono espresse dal 12%, mentre il 10% prevede una riduzione. Il saldo occupazionale resta quindi ancora positivo (+2), ma in netto calo rispetto al quadrimestre scorso (che era del +14%). Sul fronte degli investimenti, si conferma la propensione positiva: il 27% delle cooperative ne prevede un aumento, a fronte del 14% che ha pianificato una riduzione nell’anno a venire, con un saldo positivo di 13 punti. Una maggiore propensione agli investimenti si riscontra nei settori abitativo (50%), delle cooperative del consumo/distribuzione (35%) e delle attività manifatturiere (21%). 

Tra le principali criticità del mercato si riscontrano: manodopera qualificata e costi ancora elevati (segnalata dal 41% delle cooperative); problemi per l’export (27%); difficoltà legate alla liquidità a breve termine (31%); costi delle materie prime (28%); e costi energetici (23%). Tra i fattori che hanno maggiormente condizionato le esportazioni, emergono in primo luogo i costi e i prezzi più elevati (57%), seguiti dall’instabilità geopolitica internazionale (50%), dal peso degli impedimenti burocratici (36%), mentre risultano più contenute le criticità legate ai finanziamenti e ai tempi di consegna.

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