A Bologna la direzione di Legacoop Emilia-Romagna: la sfida del welfare di comunità

Bologna, 2 aprile 2026 – In Emilia-Romagna la cooperazione sociale consolida il proprio ruolo di infrastruttura strategica del welfare territoriale, con 168 cooperative aderenti a Legacoop Emilia-Romagnaoltre 45mila addetti e un valore della produzione che supera 1,7 miliardi di euro. Un sistema che ogni anno raggiunge più di 930mila cittadini, confermando una presenza capillare e radicata nel territorio. Il fatturato è cresciuto in media dell’8,2% nel triennio 2022-2024, incremento trainato in particolare dalle cooperative di maggiori dimensioni, mentre quelle medie mostrano un ritorno ai margini operativi pre-Covid. Sono i dati, elaborati da Prometeia ed Euricse, presentati durante la direzione di Legacoop Emilia-Romagna dedicata al ruolo della cooperazione sociale nella costruzione di un welfare di comunità che si è tenuta a Bologna.

La cooperazione sociale rappresenta un’infrastruttura essenziale per la tenuta della coesione sociale in Emilia-Romagna – ha dichiarato Simone Gamberini, presidente di Legacoop Nazionale. “Ma i numeri della ricerca di Prometeia evidenziano anche la capacità delle imprese di fare efficienza, rafforzarsi dal punto di vista patrimoniale e adottare sistemi di gestione innovativi. Sono aspetti che vanno valorizzati nelle diverse interlocuzioni, in particolare nel confronto con la pubblica amministrazione. Le cooperative sociali sono in grado diintercettare i bisogni emergenti, dall’invecchiamento della popolazione alle fragilità crescenti che interessano anche fasce rilevanti di lavoratori, organizzare risposte nuove e contribuire a rendere più efficace la spesa pubblica per il welfare. È interesse di tutti mettere le cooperative sociali in condizioni di poter operare al meglio”.

“L’identità della cooperazione sociale – ha detto il presidente di Legacoopsociali nazionale, Massimo Ascari – nasce dalla sua missione, che è espressa nei nostri statuti: rispondere ai bisogni delle persone, sempre crescenti, ma anche offrire le migliori condizioni di lavoro ai nostri soci e i nostri lavoratori, che meritano di vedere riconosciuti il loro impegno e la loro professionalità, in primo luogo nelle tariffe e nei bandi dei committenti. Il mondo del sociale oggi è ampio, non ci sono solo le cooperative: dobbiamo evitare che finisca per rispondere a logiche diverse da quelle che l’hanno caratterizzato storicamente, magari sull’onda del trend mediatico del momento. Il futuro passa anche dalla nostra capacità di sperimentare e innovare il sistema: lavoriamoci insieme, investiamo sulla ricerca”, ha concluso Ascari.

“Il modello basato per decenni su una forte dipendenza dalla spesa pubblica oggi non è più sufficiente – ha sottolineato Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna. “La cooperazione sociale non può essere considerata un semplice esecutore di servizi, ma è una componente strutturale del sistema, capace di generare valore per le comunità e di contribuire alla progettazione delle politiche di welfare. Il percorso di riposizionamento, delineato insieme al settore e ai territori, punta a superare la logica dell’appalto come unico strumento di relazione con il pubblico, rafforzando modelli di co-programmazione e co-progettazione. Parallelamente, si apre la sfida dello sviluppo di nuovi ambiti di attività, anche nel mercato privato, mantenendo accessibilità e qualità dei servizi”.

Condividi su:
Leggi altri articoli correlati