Parlamento
Nel corso delle audizioni nella commissione Lavoro della Camera sul decreto legge con disposizioni in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto del caporalato digitale, l’Alleanza delle cooperative ha espresso un giudizio complessivamente positivo in particolare sull’articolo 7, considerato un passo avanti perché riconosce il ruolo dei contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, sia sindacali sia datoriali. Il meccanismo degli incentivi previsto dal comma 5 rischia però di favorire anche chi applica “contratti pirata”, aggirando il principio della rappresentatività. Critiche anche alle norme sui rinnovi contrattuali e all’introduzione automatica dell’adeguamento salariale legato all’IPCA, ritenuta un’ingerenza nell’autonomia negoziale delle parti sociali. L’Alleanza, infine, ha chiesto un maggiore sostegno ai “workers buyout”, considerati uno strumento strategico per salvare imprese e occupazione. Ha ribadito l’importanza di estendere gli sgravi contributivi alle operazioni di “workers buyout” anche Cooperazione finanza e imprese (CFI), che ha inoltre proposto una modifica normativa per consentire l’anticipo integrale e non frazionato della NASpI detassata, strumento ritenuto chiave per agevolare la creazione di cooperative.
Nelle commissioni Affari costituzionali di entrambe le Camere è iniziato l’esame degli schemi di intesa preliminare – previsti dalla legge sull’autonomia differenziata – tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, e tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. I gruppi di lavoro – che dovranno esprimere i propri pareri entro il prossimo 16 luglio – hanno deliberato di svolgere congiuntamente le audizioni dei presidenti delle quattro regioni interessate.
Durante il question time nell’Aula del Senato, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato che “sulle comunità energetiche rinnovabili, quando le istruttorie saranno concluse capiremo quante ulteriori risorse dovessero servire per coprire tutte le richieste ammissibili“, sostenendo che le domande elevate dimostrano che la misura ora “funziona”. Meloni ha annunciato che entro l’estate saranno approvati legge delega e decreti attuativi per la ripresa della produzione dell’energia nucleare in Italia. Tra le priorità economiche dell’ultimo anno di legislatura, la capo del governo ha indicato Piano casa, estensione della ZES Unica a tutto il territorio italiano e maggiori investimenti dei fondi pensione nell’economia reale. Su salari e giovani emigrati Meloni ha ammesso che gli stipendi sono ancora bassi, indicando crescita, salari più alti e occupazione stabile come strumenti per trattenere i giovani in Italia.
Governo
Con un comunicato pubblicato sul proprio sito, il ministero delle Imprese ricorda che dal 15 maggio è iniziato il corso di alta formazione e aggiornamento professionale per Commissari liquidatori di enti cooperativi. L’attività formativa è prevista dal Protocollo d’intesa siglato dal ministero, tra gli altri, con Agci, Confcooperative, Legacoop, Unione nazionale cooperative italiane, Unione italiana cooperative e Unione europea delle cooperative.
Il ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto direttoriale che stabilisce il nuovo costo medio orario del lavoro per operai e impiegati (consultabile nelle tabelle allegate al provvedimento) dipendenti da imprese e cooperative del settore dell’edilizia, in sostituzione di quello determinato dal decreto del 26 marzo scorso.
Il ministero dell’Economia ha pubblicato il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, dal quale emerge che per ogni euro di credito d’imposta sono stati attivati tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali complessivi dalle imprese beneficiarie. Per micro e piccole imprese si osservano incrementi di produttività. Le piccole e medie imprese hanno assorbito oltre il 60% del credito d’imposta complessivamente fruito. A livello territoriale, circa il 70% del credito (14,7 miliardi di euro) è stato utilizzato da imprese del Nord, a fronte di circa 4 miliardi di euro nel Mezzogiorno e 3 miliardi nel Centro.
