Vino, Legacoop Agroalimentare: “Sospendere nuovi impianti e più liquidità alle cantine”

Roma, 11 marzo 2026 – La necessità di sospendere temporaneamente le autorizzazioni per i nuovi impianti viticoli, una maggiore chiarezza sulla reale situazione delle giacenze di vino nelle cantine e strumenti che favoriscano più liquidità alle imprese. Sono questi alcuni dei principali orientamenti emersi dal Coordinamento del settore vitivinicolo di Legacoop Agroalimentare. L’incontro è stato presieduto dal presidente di Legacoop Agroalimentare Cristian Maretti e dal responsabile politico del settore Claudio Biondi. Presenti la responsabile operativa della filiera vitivinicola Valentina Sourin, la direttrice generale Sara Guidelli e i rappresentanti delle cantine cooperative provenienti da gran parte del territorio nazionale.

La riunione si è aperta con un’analisi degli scenari internazionali, caratterizzati da un contesto di forte instabilità tra vecchi e nuovi conflitti geopolitici, tensioni commerciali, dazi e rincari dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti. Un quadro che genera forte preoccupazione per le imprese del settore. Nel corso del confronto è stato inoltre approfondito il recente Pacchetto europeo sul vino, di cui sono state analizzate le novità normative e le possibili opportunità per il comparto.

Dalle cooperative vitivinicole è emersa con forza la richiesta di prevedere una sospensione delle autorizzazioni per nuovi impianti vitati”, ha detto Maretti, spiegando che ogni anno l’attuale sistema comporta la possibilità di impiantare quasi 7mila ettari di vigneto. Alla luce della possibilità introdotta dal Pacchetto vino di portare le concessioni anche allo 0%, il Coordinamento ritiene urgente valutare una sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni per evitare di aumentare ulteriormente l’offerta in una fase di mercato già segnata da possibili squilibri tra domanda e produzione.

Parallelamente, le cooperative hanno evidenziato la necessità di disporre di un quadro più dettagliato sulla situazione delle giacenze di vino, che appare molto diversificata a seconda delle categorie di prodotto, delle tipologie e dei territori. Una valutazione uniforme rischierebbe infatti, secondo il presidente, di risultare inefficace, dal momento che il mercato del vino non è unico ma composto da segmenti differenti, con dinamiche e destinazioni molto diverse tra loro.

Per questo motivo è stato sottolineato il ruolo centrale che Regioni e Consorzi di tutela devono svolgere nella definizione delle politiche vitivinicole locali, potendo contare su una conoscenza diretta delle condizioni dei singoli territori e delle specifiche denominazioni (es: DOP, IGP). “Un approccio essenziale anche per tutelare quelle filiere che negli anni hanno investito in innovazione tecnologica, agronomica e nel marketing, mantenendo oggi un equilibrio di mercato e garantendo reddito ai viticoltori”, ha concluso Maretti.

Accanto agli strumenti ordinari già attivabili dai Consorzi, il Coordinamento non esclude il ricorso alle misure emergenziali previste dal Pacchetto vino, come distillazione ed estirpazione, per quegli areali o per quelle denominazioni che si trovino in condizioni di difficoltà strutturale. Infine, dall’analisi delle cantine cooperative è emersa un’ulteriore criticità: la crescente mancanza di liquidità nelle aziende vitivinicole. Per questo motivo Legacoop Agroalimentare ritiene necessario favorire strumenti che consentano un maggiore afflusso di liquidità alle imprese.

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