Roma, 10 settembre 2026 – “La ripresa del confronto tra le parti sociali rappresenta un passaggio importante. Abbiamo davanti questioni che incidono direttamente sulla qualità del lavoro, sulla competitività delle imprese e sulla capacità del Paese di costruire crescita e coesione. Legacoop è impegnata perché questo percorso possa portare a un’intesa ampia e condivisa, capace di rafforzare un sistema di relazioni industriali fondato sulla responsabilità e sulla rappresentatività reale delle parti”. Lo dichiara Simone Gamberini, presidente di Legacoop, in occasione della ripresa del confronto tra organizzazioni datoriali e sindacati sui temi della rappresentanza e delle relazioni industriali.
“Per noi è essenziale rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva di qualità – prosegue Gamberini – contrastando la proliferazione dei contratti e i fenomeni di dumping contrattuale. Servono criteri oggettivi e trasparenti per misurare la rappresentatività delle organizzazioni e una più corretta definizione dei perimetri contrattuali”. Sono punti sui quali il documento datoriale del 10 luglio registra già significative convergenze.
“C’è poi un principio per noi fondamentale: nell’individuazione del contratto collettivo di riferimento deve essere adeguatamente riconosciuta la tipologia e la natura giuridica dell’impresa. La specificità dell’impresa cooperativa e del suo modello non può essere cancellata da criteri che non tengano conto delle diverse forme attraverso le quali si organizza l’attività economica”.
“Altrettanto centrale è il tema dei salari e della tutela del potere d’acquisto. È un problema reale al quale occorre dare risposte efficaci attraverso la contrattazione e il rinnovo tempestivo dei contratti. Riteniamo però che la strada non possa essere quella di introdurre automatismi annuali di adeguamento dei minimi tabellari, che rischierebbero di indebolire proprio il ruolo della contrattazione collettiva, in particolare nei settori ìimpegnati nei pubblici appalti ”.
“Il confronto, infine, non può esaurirsi nella rappresentanza. Partecipazione dei lavoratori, formazione, salute e sicurezza sono parte di una moderna politica delle relazioni industriali e devono contribuire a costruire un mercato del lavoro più qualificato e imprese più competitive”.







