Roma, 13 marzo 2026 – Il modello cooperativo italiano come riferimento per rafforzare l’economia locale, sostenere le piccole imprese e accompagnare la formalizzazione del sistema produttivo. È attorno a questo obiettivo che si è sviluppata la missione internazionale di Legacoop Emilia-Romagna in Mozambico, culminata con la firma di un Memorandum d’intesa tra la Confederazione delle associazioni economiche del Mozambico (CTA) e di un secondo Memorandum con la Camera di commercio del Mozambico (CCM). Gli accordi sono stati siglati il 5 marzo 2026 a Maputo, nel corso di una conferenza dedicata alla promozione del cooperativismo come strumento di sviluppo e crescita economica, organizzata dalla ONG italiana No One Out alla presenza del viceambasciatore Eugeniu Rotaru e alti rappresentanti del ministero dell’Agricoltura e dell’Economia.
La conferenza, che si è tenuta al Montebelo Indy Maputo Congress, ha riunito 170 partecipanti fra istituzioni pubbliche, organizzazioni economiche e rappresentanti del mondo imprenditoriale per discutere il ruolo delle cooperative nella crescita economica del Mozambico. Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’attenzione verso il modello cooperativo italiano, indicato come esperienza utile per rafforzare l’organizzazione della produzione e migliorare l’integrazione delle micro, piccole e medie imprese nelle catene del valore. Il presidente della Camera di commercio del Mozambico, Lucas Chachine, ha sottolineato che le cooperative rappresentano strumenti efficaci per organizzare la produzione, facilitare l’apprendimento collettivo delle tecniche produttive e migliorare l’accesso al credito.
Per Álvaro Massingue, presidente della CTA, il cooperativismo può rappresentare una delle leve per accompagnare la transizione del Paese da un’economia fortemente informale a un sistema produttivo più moderno e strutturato. Il Mozambico dispone di un quadro giuridico per le associazioni e le cooperative, ma la sua efficacia dipende da tre fattori essenziali: semplificazione amministrativa e integrazione digitale dei servizi, creazione di un quadro fiscale e normativo adeguato alla natura delle cooperative e politiche pubbliche coerenti che riconoscano l’associazionismo come strumento di sviluppo economico e di mobilitazione delle risorse. Da parte sua, il viceambasciatore italiano in Mozambico, Eugeniu Rotaru, ha sottolineato l’importanza del workshop come opportunità per discutere le sfide e le opportunità del cooperativismo in Mozambico e promuovere la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato per favorire lo sviluppo economico inclusivo e sostenibile del Paese.
La missione ha visto Legacoop Emilia-Romagna tra i protagonisti del confronto istituzionale. Nel panel dedicato al cooperativismo come strada per l’inclusione, la formalizzazione e lo sviluppo economico, è intervenuta Roberta Trovarelli, responsabile Relazioni e Progetti Internazionali, mentre il presidente Daniele Montroni ha concluso la sessione dei lavori ponendo l’accento sull’importanza della rappresentanza cooperativa e sulle azioni abilitanti necessarie per rafforzare il modello cooperativo. Tra queste, in primo luogo un forte investimento sulla formazione, indispensabile per accompagnare il passaggio dall’economia informale a quella formale e per permettere ai produttori di organizzare, trasformare e valorizzare le proprie produzioni all’interno di filiere cooperative. Un secondo elemento riguarda un quadro fiscale coerente con la natura cooperativa, che riconosca il ruolo delle cooperative nella creazione di ricchezza diffusa e nello sviluppo delle comunità. Accanto a questo servono strumenti finanziari adeguati, come fondi rotativi, prestiti agevolati e garanzie pubbliche, insieme a disposizioni normative favorevoli che sostengano nel tempo la nascita e la crescita delle cooperative. Infine, è centrale il ruolo delle associazioni di rappresentanza, che accompagnano lo sviluppo del movimento cooperativo, promuovono formazione e mutualità e favoriscono la costruzione di filiere cooperative capaci di redistribuire valore lungo tutta la catena produttiva.
Durante il workshop è stato presentato anche il progetto Connecting Skills, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, che sostiene la crescita e la formalizzazione delle micro e piccole imprese attraverso formazione, rafforzamento delle competenze imprenditoriali e accesso al credito, con particolare attenzione all’imprenditoria femminile. La missione ha inoltre coinvolto realtà locali e istituzioni nei territori, come nel caso della conferenza finale del progetto Semeando Valor a Inhambane, promuovendo il modello cooperativo come leva di sviluppo locale. Nel complesso, l’iniziativa ha rafforzato il dialogo tra il sistema cooperativo italiano e le istituzioni mozambicane, individuando nuove opportunità di collaborazione economica e di sviluppo sostenibile.






