“Manca una strategia per lo sviluppo. Energia, sanità, autonomia dei giovani e recupero del potere d’acquisto sono il banco di prova. Auspichiamo che il dibattito parlamentare consenta un cambiamento di rotta“
Roma, 3 novembre 2026 – “Il governo Meloni deve rispondere a una domanda: come vuole far crescere l’Italia? Perché nel testo della nuova Manovra non abbiamo trovato le risposte che attendevamo. Il provvedimento presentato non offre ancora una risposta all’altezza dei problemi delle imprese e delle famiglie. Non vediamo una strategia per la promozione dell’impresa e dell’economia sociale che tenga insieme investimenti, qualità del lavoro e servizi essenziali. È chiaro che non ci sono i fondi per ogni cosa, ma quella presentata sembra una legge con molte “una tantum” e poche scelte strategiche e, nella sostanza, rischia di essere un’altra occasione persa per l’Italia. Il Paese così rimane fermo“. Lo afferma il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, in vista dell’esame parlamentare del disegno di legge di Bilancio.
“Riconosciamo i segnali positivi degli sgravi sugli aumenti contrattuali e delle agevolazioni per le assunzioni. Ma singole misure, per quanto utili, non sostituiscono una politica di sviluppo“, prosegue Gamberini. “Alla presidente Meloni chiediamo di indicare una direzione e di tradurla in scelte coerenti. Il passaggio parlamentare deve servire a correggere questo limite della Manovra”.
“Ci aspettavamo, dopo la presentazione a luglio del Piano sull’Economia sociale – evidenzia poi Gamberini – che nel documento fossero previsti strumenti per la promozione che favorissero una strategia coordinata, in particolare sull’accesso al credito, sulla solidità delle garanzie e sulla finanza sociale, necessarie a favorire investimenti e nuova occupazione”.
Per Legacoop, il primo banco di prova è il caro energia, un’emergenza economica e sociale che comprime i margini delle imprese e frena gli investimenti. La manovra contiene misure utili, ma resta legata a un approccio emergenziale. Occorre ridurre stabilmente le bollette e rafforzare l’autonomia energetica, investendo in efficienza, autoproduzione, rinnovabili e comunità energetiche, accessibili anche alle piccole imprese, con risorse aggiuntive che valorizzino la flessibilità concessa dall’UE. Legacoop ha promosso e sostenuto le comunità energetiche, investendovi risorse, ed è pronta a contribuire al confronto con il Governo e il Parlamento.
Servono inoltre ristori tempestivi per le imprese più esposte: subordinare i benefici dell’energy release a investimenti in decarbonizzazione pari al 100% dell’importo ottenuto rischia di renderli difficilmente accessibili proprio alle aziende in emergenza. Manca poi un sostegno specifico alle imprese gasivore, dalla carta alla ceramica, all’acciaio e al vetro, tenendo conto degli investimenti già realizzati e dei vincoli tecnologici che impediscono di elettrificare alcuni processi.
“Se vogliamo imprese più competitive, dobbiamo metterle nelle condizioni di investire“, sottolinea Gamberini. “E dobbiamo difendere la continuità produttiva e l’occupazione: sostenere i lavoratori che rilevano un’azienda in crisi e accompagnare il passaggio generazionale significa salvaguardare competenze, lavoro e capacità industriale”.
Il secondo banco di prova è la tenuta della sanità e dell’assistenza. “Quando i servizi pubblici non riescono a rispondere, il costo si trasferisce sulle famiglie: nelle spese per curarsi, nel tempo dedicato all’assistenza, nel lavoro a cui si rinuncia. Il welfare è un’infrastruttura dello sviluppo. Occorrono un finanziamento adeguato del Servizio sanitario nazionale e servizi territoriali capaci di integrare cure e assistenza sociale. Ma occorre anche un sistema di recupero automatico dei costi del lavoro negli appalti pubblici di servizi che consenta alle imprese di onorare gli aumenti contrattuali, far crescere i salari e non consumare il patrimonio delle imprese”, avverte il Presidente di Legacoop.
La stessa coerenza deve valere per i giovani, collegando scuola e formazione a lavoro stabile, salari adeguati, accesso alla casa e prospettive previdenziali. “Un’assunzione è utile, ma da sola non permette a un giovane di costruire una vita autonoma. È su questa possibilità concreta che va misurata l’efficacia delle politiche pubbliche“.
“La cooperazione è pronta a fare la propria parte con imprese, investimenti e servizi“, conclude Gamberini. “Il Manifesto presentato alla Biennale dell’Economia Cooperativa propone un patto per far crescere l’Italia ampliando partecipazione e opportunità. Al governo chiediamo di assumersi la responsabilità di una strategia. Al Parlamento di dare alla manovra la prospettiva di sviluppo che oggi manca“.




