Romagna, 5 giugno 2026 – Il dibattito sull’Alta Velocità in Romagna rappresenta una nuova occasione per condividere la visione di un territorio che pensa al proprio sviluppo, superando i confini provinciali fra istituzioni, rappresentanze delle imprese e dei lavoratori. È quanto si legge in un comunicato diffuso da Legacoop Romagna.
In questa fase storica – fa sapere ancora l’Associazione – molto condizionata da tensioni internazionali, rischio di paralisi dell’Europa e crescita nazionale limitata, l’unica modalità di programmazione deve essere quella che superi i campanilismi ed eserciti, quantomeno in Romagna, le scelte migliori per tutti, indipendentemente dagli specifici interessi territoriali.
L’Alta Velocità è certamente un obiettivo strategico, in un’ottica che, a partire dal turismo, interessa l’intero sistema economico romagnolo: pensiamo, ad esempio, alla mobilità delle imprese, dei lavoratori, delle merci e degli studenti.
Il potenziamento della direttrice adriatica, di cui il quadruplicamento della Bologna-Castel Bolognese rappresenta il primo tassello, è un’opera fondamentale per il Paese, ma che produrrà vantaggi anche per i singoli territori.
Oggi, infatti, è proprio la linea tra Bologna e Castel Bolognese, già progettata e presentata pubblicamente nei mesi scorsi, a rappresentare la tratta più congestionata, una sorta di “collo di bottiglia” che penalizza, prima di tutto, il traffico ferroviario da e per la Romagna. Il suo potenziamento promette di rivoluzionare il traffico ferroviario dell’intera Emilia-Romagna, incrementando la capacità della rete e riducendo i tempi di percorrenza per milioni di passeggeri.
Si tratta di un intervento che già ora va pensato in continuità con il resto della Romagna, attraverso una prospettiva di investimento e progettazione sull’Alta Velocità che tenga insieme le esigenze e le potenzialità di tutti i nostri Comuni capoluogo in una visione unitaria della dorsale adriatica.







