Legacoop: per il 75% delle cooperative un terzo quadrimestre 2025 all’insegna della stabilità

Sale al 31% la quota dei pessimisti sull’evoluzione del contesto macroeconomico nazionale; in contrazione le previsioni di crescita della domanda e dell’occupazione. Tra i principali fattori critici, la scarsità di manodopera (per il 41% delle cooperative), la liquidità a breve termine, i costi di materie prime ed energia.

Gamberini: “Il sistema cooperativo registra una sostanziale tenuta, grazie alla capacità di adattarsi in un contesto economico complesso e incerto, e continua a fare la propria parte per sostenere sviluppo e occupazione; ma servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione”.

Roma, 27 gennaio 2026 – Conferma di una sostanziale stabilità della domanda e dell’occupazione, accompagnata da segnali di indebolimento, peggioramento della domanda estera, aspettative in peggioramento per i prossimi mesi, motivate da un quadro complessivo di incertezza e da un rilevante scetticismo sull’evoluzione del contesto macroeconomico italiano.

Sono queste, in sintesi, le principali evidenze che emergono dall’indagine congiunturale sugli andamenti delle cooperative effettuata dall’Area Studi di Legacoop.

“I dati degli andamenti congiunturali delle cooperative -sottolinea Simone Gamberini, presidente Legacoop- confermano una fase di sostanziale tenuta del sistema, che continua a dimostrare capacità di adattarsi pure in un contesto economico complesso e incerto. La cooperazione, per la sua presenza trasversale in tutti i settori della produzione e dei servizi, rappresenta un osservatorio particolarmente significativo sull’andamento reale dell’economia del Paese, in grado di coglierne con anticipo segnali di criticità: ed è proprio in questa direzione che sta andando il paese. In questo quadro, preoccupano in particolare le difficoltà che proseguono nel settore manifatturiero, dove si concentra una quota rilevante delle segnalazioni di ulteriore calo della domanda, anche in relazione al peggioramento del contesto internazionale. Allo stesso tempo, l’aumento del pessimismo sulle prospettive macroeconomiche, la persistente carenza di manodopera qualificata e le tensioni sulla liquidità a breve termine impongono un rafforzamento delle politiche industriali, del lavoro e degli investimenti. La cooperazione continua a essere pronta a fare la propria parte per sostenere sviluppo e occupazione, ma servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione”.

Domanda interna stabile, ma con segni di indebolimento; in netto peggioramento la domanda estera

Nel terzo quadrimestre dell’anno da poco trascorso, il 75% delle cooperative aderenti a Legacoop segnala un andamento stazionario della domanda di prodotti/servizi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’11% ha registrato un aumento della domanda interna di prodotti e servizi, mentre il 14% ha segnalato una contrazione, determinando un saldo complessivamente negativo di 3 punti percentuali. A livello settoriale, si evidenzia una quota più elevata di imprese che registrano un calo della domanda nelle attività manifatturiere (37%) e nel settore delle attività culturali e turistiche (20%). Fanno eccezione i settori dell’abitazione,dove le cooperative che registrano un livello alto della domanda sono il 50%, e dell’industria delle costruzioni (15%). In netto peggioramento la domanda estera: solo il 3% delle cooperative esportatrici dichiara un aumento, mentre ben il 21% segnala una contrazione, a conferma di un contesto internazionale sempre più sfavorevole.

Nel confronto con il secondo quadrimestre dell’anno, il 74% delle cooperative segnala una situazione di sostanziale stazionarietà, ma rispetto alla precedente rilevazione si riduce di 5 punti percentuali, dal 18% al 13%, la quota di imprese che hanno registrato un aumento della domanda.

Occupazione: il saldo resta positivo, ma diminuisce la quota di cooperative che hanno ampliato l’organico

Anche sul fronte dell’occupazione, si registra una sostanziale stabilità per il 75% delle cooperative. Tuttavia,rispetto alla precedente rilevazione diminuisce la quota di imprese che hanno ampliato il proprio organico, con un conseguente ridimensionamento del saldo positivo, pari a 7 punti, tra le cooperative in crescita occupazionale (16%, in calo di 4 punti percentuali) e quelle che hanno invece ridotto il personale (9%, in aumento di 1 punto). A livello territoriale, il saldo positivo più elevato si registra al Nord (+ 10 punti), mentre il Sud evidenzia un saldo negativo (- 5 punti). Per quanto riguarda i settori di attività, i saldi positivi più elevati si registrano nei servizi (+ 14 punti) e nella cooperazione sociale (+ 10 punti). Saldi negativi, invece, nel settore abitativo (-13), nel consumo/distribuzione (- 12) e nelle attività manifatturiere (-5).

Prospettive per i prossimi 4 mesi: aumenta il pessimismo sull’evoluzione del contesto macroeconomico; contrazione delle previsioni di crescita della domanda e dell’occupazione; propensione positiva per gli investimenti

Riguardo alle prospettive per i prossimi mesi, i cooperatori si confermano pessimisti sull’evoluzione del contesto macroeconomico nazionale, con un saldo negativo di 23 punti (in aumento di 4 punti rispetto alla precedente rilevazione) tra i giudizi positivi che calano al 7% (- 1 punto) e i giudizi negativi che salgono al 31% (+ 2 punti percentuali). Anche le aspettative relative alla domanda, pur con un saldo positivo di 5 punti, evidenziano un indebolimento del clima di fiducia. Il 63% (2 punti in meno) la prevede stazionaria, ma si evidenzia una contrazione delle previsioni di crescita (19%, -5 punti) e un aumento delle previsioni di diminuzione (15%, + 4 punti). I saldi positivi più elevati vengono registrati dalle imprese attive nei settori abitativo (+ 38 punti percentuali), del consumo/ distribuzione (+ 24) e della cooperazione sociale (+ 16). Sentiment più pessimista, invece, tra le cooperative dell’industria delle costruzioni, della cultura, delle attività manifatturiere e dell’agroalimentare. Dal punto di vista territoriale, il saldo positivo più elevato si rileva al Sud, con 9 punti in più.

Per quanto riguarda l’occupazione, per i prossimi 4–5 mesi il 78% delle cooperative prevede di mantenere invariato l’organico. Le attese di aumento dell’occupazione sono espresse dal 12%, in diminuzione di 9 punti rispetto alla precedente rilevazione, mentre il 10% prevede una riduzione. Il saldo occupazionale resta quindi ancora positivo (+2), ma in netto calo rispetto al quadrimestre scorso (+14). Il quadro complessivo riflette un atteggiamento di prudenza nelle decisioni occupazionali, coerente con il contesto di incertezza economica. I settori dove si prevedono aumenti più diffusi sono quelli abitativo, dell’industria delle costruzioni e della cooperazione sociale.

Sul fronte degli investimenti, si conferma la propensione positiva: il 27% delle cooperative ne prevede un aumento, a fronte del 14% che ha pianificato una riduzione nell’anno a venire, con un saldo positivo di 13 punti. Una maggiore propensione agli investimenti si riscontra nei settori abitativo (saldo positivo di 50 punti), delle cooperative del consumo/distribuzione (35 punti) e delle attività manifatturiere (21 punti).

Principali criticità: manodopera qualificata e costi ancora elevati; problemi per l’export

Anche in questa rilevazione congiunturale, la scarsità di manodopera qualificata si conferma la criticità più diffusa, segnalata dal 41% delle cooperative (+ 2 punti rispetto alla precedente rilevazione). Si tratta di un problema che si configura ormai come strutturale e che continua a incidere sull’operatività delle imprese. Seguono le difficoltà legate alla liquidità a breve termine (31%, 3 punti in più). Restano rilevanti, pur in attenuazione, le criticità connesse all’aumento dei costi delle materie prime (28%, -2 punti) e dei costi energetici (23%, – 5 punti).

Resta stabile la quota di cooperative che segnalano difficoltà nell’operare sui mercati esteri, pari al 27%. Tra i fattori che hanno maggiormente condizionato le esportazioni, emergono in primo luogo i costi e i prezzi più elevati (57%), in aumento di ben 15 punti rispetto alla precedente rilevazione, seguiti dall’instabilità geopolitica internazionale (50%), che pur rimanendo rilevante mostra una forte riduzione di incidenza (- 33 punti). Cresce fortemente, di 28 punti, il peso degli impedimenti burocratici, indicati dal 36%, mentre risultano più contenute le criticità legate ai finanziamenti e ai tempi di consegna.

Consulta qui il rapporto completo.

RASSEGNA STAMPA:

https://finanza.repubblica.it/News/2026/01/27/cooperative_un_quadro_a_luci_e_ombre_servono_scelte_politiche_coraggiose-61

https://finanza.lastampa.it/News/2026/01/27/cooperative-un-quadro-a-luci-e-ombre-servono-scelte-politiche-coraggiose/NjFfMjAyNi0wMS0yN19UTEI

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