Roma, 4 marzo 2026 – La nuova guerra nel Golfo scatenata da Usa e Israele contro l’Iran torna a scuotere le fondamenta del sistema agroalimentare italiano, proietta ombre pesanti su comparti chiave dell’export made in Italy e riaccende il dossier della sicurezza alimentare nazionale. L’allarme arriva da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, che fotografa una situazione di estrema fragilità per le filiere nazionali, già provate da anni di instabilità globale.
“Siamo di fronte a un nuovo scenario di guerra che già drena risorse alle nostre cooperative”, ha dichiarato Maretti. “L’incremento dei costi energetici e di alcuni fattori di produzione quali i concimi sono una tassa occulta sulla produzione, ma è sul fronte dei trasporti che la situazione sta diventando critica. Prodotti simbolo del nostro export, come kiwi e mele, che stavamo spedendo con successo verso i mercati orientali, oggi non possono più raggiungere tali rotte oppure subiscono rallentamenti non sopportabili a lungo termine per la natura dei prodotti facilmente deperibili oltre a rincari insostenibili dei costi delle tratte marittime”.
Il presidente di Legacoop Agroalimentare ha evidenziato il danno immediato determinato dai numerosi container già imbarcati e in transito che attualmente non possono raggiungere le destinazioni nei tempi previsti con danno economico dovuto alla perdita del valore del prodotto oltre all’elevato costo della logistica. Questo perché, a suo avviso, il blocco o il rallentamento delle rotte attraverso il Golfo costringe le navi a percorsi più lunghi e costosi, con il rischio concreto di perdere fette di mercato faticosamente conquistate a favore di competitor geograficamente più avvantaggiati.
Ma la preoccupazione di Legacoop Agroalimentare va oltre la contingenza economica dell’export. Maretti invoca una visione di sistema che l’Europa e l’Italia non possono più rimandare: la capacità di garantire cibo alla popolazione anche in scenari di crisi prolungata. “È necessario quello che definisco un ‘pensiero lungo’: non possiamo limitarci a gestire l’emergenza quotidiana. L’Italia deve dotarsi di adeguate riserve strategiche alimentari. Serve una pianificazione seria che metta al riparo le filiere e i consumatori dai ricatti dei mercati energetici e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali”, ha detto. Maretti ha infine definito il cibo come un asset strategico, come il gas e l’elettricità.






