Roma, 19 febbraio 2026 – “Nel decreto Bollette approvato dal Cdm di mercoledì scorso ci sono alcuni elementi positivi che riguardano le famiglie, ma penso che per il mondo delle imprese si poteva provare a fare di più“. Lo ha detto ieri il presidente di Legacoop Simone Gamberini, intervistato da Rainews24 durante la trasmissione Economia 24. Il focus: gli ultimi provvedimenti del governo e il Rapporto annuale sulle prospettive dell’economia italiana elaborato da Area Studi Legacoop in collaborazione con Prometeia.
Nel decreto, ha proseguito Gamberini, “ci sono lacune, perché non intravediamo ancora una strategia. Vengono introdotte prevalentemente misure una tantum, e proposte sicuramente interessanti, che però devono essere vagliate dall’UE per valutarne la compatibilità con le normative sugli aiuti di Stato. Il livello delle aspettative rispetto a questo provvedimento era più alto, e manca appunto una strategia generale che vada a definire in modo charo quali sono le politiche industrali da percorrere”.
Quanto al Rapporto Legacoop-Prometeia, il presidente ha spiegato: “Abbiamo costruito un Rapporto che è in linea con le previsioni della BCE di una crescita bassa. Senza il PNRR, saremmo a crescita quasi zero, è una stabilità che è quasi una stagnazione. C’è preoccupazione”, ha aggiunto, “rispetto al termine di attuazione del Piano, perché non intravediamo in Europa quali siano le politiche che, oltre agli investimenti nella difesa, possano rilanciare la competitività. L’Unione deve definire una traiettoria e stabilire quali sono gli interessi strategici. Il nostro Paese cresce la metà del resto del Continente”.
“Le piccole e medie imprese, in questi anni”, ha voluto sottolineare in conclusione Gamberini, “hanno resistito a tutte le crisi e all’incertezza diversificando i mercati. Negli ultimi anni la propensione all’incertezza ha bloccato e rallentato gli investimenti”. Servono strumenti di incentivo per le imprese: “Abbiamo passato il periodo natalizio attendendo di capire se uno strumento fondamentale come Transizione 5.0 – rivisitato e riorganizzato con l’ultima manovra – avrebbe continuato a supportare le imprese, che oggi hanno bisogno di un ‘booster’ per investire e riposizionarsi. Nonostante le difficoltà, servono politiche orientate a definire quale direzione vogliamo prendere“.







