Fondazione Pico: a Bologna Università e cooperazione si incontrano per costruire un’IA cooperativa

Bologna, 4 giugno 2026 – Nel mondo cooperativo cosa implica adottare l’intelligenza artificiale? Andrebbe a migliorare la qualità del lavoro? Aiuta a governare la sostenibilità nel lungo termine? Oppure, ancora, a mantenere  nella cooperativa la cultura che le è propria e tutelare le persone che ne fanno parte?

Sono solo alcune delle domande che la ricercatrice dell’Università di Mondragon (Paesi Baschi), Dorleta UrrutiaOnate, pone alle imprese cooperative interessate a integrare l’IA all’interno dei propri processi organizzativi produttivi. Le stesse domande hanno animato il dibattito di “Cooperative AI”, evento ospitato lo scorso 4 giugno a Bologna presso la Fondazione Barberinipromosso dal centro universitario per la cooperazione AlmaVicoo dall’Università di Bologna, al quale ha preso parte anche la ricercatrice basca.

Nel corso della giornata sono state affrontate le differenti tematiche e i requisiti necessari a  definire e costruire, direttamente o indirettamente, una intelligenza artificiale cooperativa, a partire da: competenze e capacità di comprensione, ricerca, sovranità digitale, rischi e opportunità.

Non manca al mondo cooperativo la capacità di anticipare i tempi e di rispondere ai bisogni delle persone”, ha dichiarato Simone Gamberini, presidente Legacoop Nazionale, con un video messaggio di saluto: “Abbiamo costruito cooperative di consumo per dare forza alla collettività, realizzato imprese sociali dove il welfare pubblico non arrivava, e costruito comunità di rinnovabili durante la più grave crisi energetica dei tempi recenti. Ogni volta che il mercato ha prodotto esclusione, la cooperazione ha saputo costruire una risposta collettiva. Adesso tocca all’intelligenza artificiale”.

AlmaVicoo – ha dichiarato in apertura dei lavori Piero Ingrosso, vicepresidente del Centro e presidente della Fondazione PICO – ha la mission di connettere l’ecosistema delle imprese cooperative bolognesi con i dipartimenti dell’Università di Bologna, attraverso 3 direttriciformazione universitaria, per costruire percorsi di apprendimento su misura delle cooperative; innovazione, creando prototipi a partire dagli input delle imprese, e ricerca”. L’idea di una Cooperative AI, ha evidenziato Ingrosso, “sintetizza questi tre assi: è iniziata come formazione universitaria, poi si è trasformata in un progetto – Coode – per poi diventare una ricerca”.

Condividi su:
Leggi altri articoli correlati