EDITORIALE – 27 OTTOBRE 2026

Cooperative AI Bootcamp, a Roma tre giornate dedicate all’intelligenza artificiale cooperativa

Di Piero Ingrosso, presidente di Fondazione PICO – Digital Innovation Hub di Legacoop e Francesca Ottolenghi, responsabile Relazioni internazionali, Cooperazione allo sviluppo, Internazionalizzazione, Sostenibilità e Pari Opportunità di Legacoop

Come può il movimento cooperativo contribuire a costruire un’intelligenza artificiale più democratica, inclusiva e orientata al bene comune? È da questa domanda che ha preso il via il Cooperative AI Bootcamp, che dal 13 al 15 ottobre ha riunito a Roma trenta rappresentanti del movimento cooperativo internazionale, provenienti da 18 Paesi e 4 continenti. Promosso da International Cooperative Alliance (ICA), Legacoop e Fondazione PICO, con il supporto di Halieus, è stato il primo bootcamp internazionale dedicato a guidare concretamente lo sviluppo e la governance dell’intelligenza artificiale secondo l’identità cooperativa: tre giorni di lavoro costruireuna visione condivisa, una comunità di pratica e una roadmap per la Cooperative AI.

Il Bootcamp è stato la tappa più recente di un percorso partito dall’ascolto, con una survey mondiale tra i membri ICA, e proseguito a settembre con il lancio del Programma Cooperative AI alla Conferenza Mondiale dell’ICA di Panama. L’obiettivo del programma è quello di portare le cooperative da semplici utenti di modelli di intelligenza artificiale a protagoniste della loro progettazione, delle loro regole e della loro governance. Una sfida globale di questa portata non si affronta da soli: per questo è stata avviata una partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale finalizzata a definire un programma di lavoro che si rivolge a un movimento di oltre un miliardo di socie e soci. Quando la mappa non basta, serve una bussola. E la cooperazione una bussola ce l’ha da quasi due secoli, la sua identità cooperativa. È questo il legame che ha unito a Roma cooperatrici e cooperatori da tutte le regioni dell’ICA: dirigenti e sviluppatori, cooperative tecnologiche e di piattaforma, ricercatori, formatori. Dall’Asia-Pacifico all’America Latina, dall’Africa all’Europa. 

Il primo giorno del Bootcamp ha tolto all’IA il suo vestito più ingannevole, quello dell’immaterialità. L’intelligenza artificiale non è una nuvola, ma ha una sua geologia.Comincia nelle miniere di litio e cobalto, attraversa data center assetati di acqua ed energia, passa per le mani invisibili di chi etichetta i dati per pochi dollari al giorno e arriva fino a chi la addestra a ogni clic, mentre il potere resta nelle mani di pochi. A ogni anello, tre domande: chi usa le risorse? Chi ne beneficia? Chi paga il conto? E a ogni anello la bussola ha indicato una via: consapevolezza, risorse condivise, alleanze con i territori, perfino cooperative minerarie. Il secondo giorno è stata posta la domanda più scomoda: andare più veloci o andare più lontano? Che cosa condividere, cosa possedere, da cosa non dipendere mai? E, soprattutto, che cosa significato assume «una testa, un voto» in un mondo di macchine e dati? Una frase ha attraversato la sala e non se n’è più andata: «il modello forse non lo possederemo mai, ma le regole sì». Il terzo giorno le idee sono diventate impegni: una comunità di pratica internazionale, aperta e governata dai suoi membri, con l’ICA a garanzia che appartenga a tutto il movimento, e una dichiarazione condivisa per un’intelligenza artificiale al servizio dell’umanità, fondata sull’identità cooperativa. I partecipanti sono arrivati come delegati e sono ripartiti come comunità.

Cooperative AI non è un chatbot cooperativo, ma un modo diverso di progettare, governare e usare l’intelligenza artificiale, che guarda ogni anello della catena e risponde da cooperatori: valore che torna alle comunità, territori che decidono, lavoro dignitoso, algoritmi trasparenti, soci formati e consapevoli, dati governati insieme. Non c’è nulla da inventare: quello che serve esiste già. La mutualità, che trasforma dati e conoscenza in un bene comune. La democrazia, perché chi vive gli effetti di una tecnologia deve poterla governare. L’inclusività della porta aperta, perché nessuno resti indietro. E infine l’impatto che si misura sulle persone, sulle comunità e sul pianeta. Cooperative AI è un cantiere aperto a ogni cooperativa, a ogni socia e socio, a chiunque creda chel’intelligenza artificiale possa diventare un bene comune per tutti e non solo un’occasione di profitto per pochi.

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