Roma, 14 ottobre 2026 – «Le indicazioni emerse dalle audizioni sul Documento programmatico di finanza pubblica confermano che l’Italia si trova davanti a una fase economica complessa, nella quale la tenuta della crescita, il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese rischiano di essere nuovamente messi sotto pressione. Il costo dell’energia resta uno dei principali fattori di vulnerabilità del nostro sistema produttivo e non può essere affrontato soltanto attraverso misure emergenziali. Servono interventi strutturali, contraddistinti da una visione chiara, e che siano capaci di garantire maggiore stabilità dei prezzi, sicurezza degli approvvigionamenti e condizioni competitive per le imprese».
Lo afferma Simone Gamberini, presidente di Legacoop, commentando le valutazioni espresse dalle principali istituzioni economiche nelle audizioni parlamentari sul DPFP.
«I segnali di rallentamento del recupero salariale e i rischi di una nuova accelerazione dell’inflazione – prosegue Gamberini – richiedono scelte che sostengano i redditi, i consumi e gli investimenti. Al centro devono esserci le persone e le imprese. La prossima manovra dovrà coniugare la necessaria responsabilità nella gestione dei conti pubblici con politiche capaci di rafforzare la produttività, la qualità del lavoro e l’innovazione. È altrettanto importante, e urgente, costruire fin da ora una strategia per il dopo PNRR, evitando che la conclusione di questa stagione di investimenti determini un rallentamento del processo di modernizzazione del Paese».
«Ma la dimensione nazionale, da sola, non è sufficiente – ammonisce il Presidente di Legacoop. Giovedì e venerdì si terrà il Consiglio Europeo con all’ordine del giorno alcuni dossier rilevanti per la competitività, l’autonomia e l’indipendenza della UE, tra cui possibili misure mirate e temporanee per attenuare l’impatto dei prezzi dell’energia e, dall’altro, il confronto sul QFP 2028-34, le prospettive del bilancio comune per il prossimo settennato.
Riteniamo che la proposta avanzata dalla Commissione Europea sia già il minimo accettabile per sostenere la politica agricola comune, la coesione sociale e la competitività delle imprese. L’ipotesi di riduzione avanzata dalla presidenza irlandese e l’atteggiamento di alcuni Paesi nordeuropei di un taglio delle risorse finanziarie per il budget UE non vanno nella giusta direzione per sostenere tutte le sfide che abbiamo come Europa. Per questo, l’Europa deve dotarsi di un bilancio adeguato alle sfide che ha davanti, capace di sostenere una politica industriale comune, la transizione energetica, la coesione economica e sociale e la competitività del sistema produttivo. Un bilancio europeo ambizioso non rappresenta semplicemente una questione di risorse, ma una scelta strategica sul futuro dell’Unione. Senza una maggiore capacità di investimento comune, il rischio è quello di accentuare le distanze tra le economie europee e indebolire la capacità dell’Europa di competere nello scenario globale».
«È in questa prospettiva – conclude Gamberini – che si colloca il Patto per l’Italia presentato da Legacoop alla Biennale dell’Economia Cooperativa. Un impegno a costruire, insieme alle istituzioni, alle imprese e alle parti sociali, una strategia di crescita che tenga insieme competitività, sostenibilità e coesione sociale. La cooperazione è pronta a contribuire con proposte concrete, nella convinzione che il futuro dell’Italia si giochi sempre di più anche sulla capacità dell’Europa di compiere scelte comuni e coraggiose. Bisogna però fare in fretta».






