Romagna, 12 marzo 2026 – Aumento del prezzo dei carburanti, rincari per i prodotti fertilizzanti, blocco dell’export: continua il monitoraggio di Legacoop Romagna sugli effetti del conflitto in Iran e in Medio Oriente sulle imprese associate. I contraccolpi principali, finora, riguardano il settore agroalimentare. Proseguono il fermo dei container dell’ortofrutta romagnola (nello specifico Apofruit, con kiwi e mele destinati all’Arabia e ai paesi limitrofi), e il blocco degli ordini e dei contratti commerciali nel settore vitivinicolo, in particolare per quanto riguarda Terre Cevico.
Forti preoccupazioni anche per il settore dai semi per la riproduzione e la coltivazione: la cooperativa agricola Cesenate segnala lo stop che ha già interessato alcune consegne indirizzate al mercato indiano, oltre a una contrazione delle attività di commercializzazione dei semi sviluppate dalle società del gruppo sui mercati del Medio Oriente. Il prezzo del gasolio agricolo – come hanno fatto notare le Cooperative agricole braccianti (CAB) – nel corso dell’ultima settimana è salito da 0,70 euro al litro a circa 1,20 euro, con un aumento superiore al 53%. Conseguenze simili si sono registrate nel comparto della pesca e dell’acquacoltura.
Alle spese incrementali per i carburanti – ha evidenziato invece Terremerse – si aggiunge un aumento medio del 30% sui prodotti fertilizzanti, con punte superiori per l’urea (fertilizzante azotato). Ancora da quantificare ma ormai certa, anche la crescita dei prezzi dei prodotti derivati dal petrolio, dal gas o dipendenti dalla logistica internazionale, come i fitofarmaci. L’aumento dei costi delle materie prime si sta già riflettendo anche sui prezzi di alcuni materiali fondamentali per le lavorazioni e la commercializzazione, come ad esempio gli imballaggi. A pesare è anche l’andamento dei prezzi dei prodotti agricoli, che continuano a non compensare i costi produttivi.
Le cooperative sottolineano il rischio che gli effetti della crisi si prolunghino nel tempo, anche nel caso di un cessate il fuoco: a causa di mercati internazionali che sempre più sregolati e altamente speculativi, la circolazione delle navi e la logistica, infatti, non tornerebbero immediatamente a pieno regime e l’eventuale adeguamento dei prezzi al ribasso richiederebbe comunque diverse settimane. Nel frattempo, i costi già sostenuti sarebbero difficilmente recuperabili lungo la filiera. “Siamo molto preoccupati perché il governo prende tempo, ma le aziende hanno bisogno di risposte immediate su taglio di accise e trasparenza dei mercati”, sostengono Federico Morgagni, Mirco Bagnari e Stefano Patrizi, responsabili Agroalimentare di Legacoop Romagna. “Nonostante la task force interministeriale per monitorare i prezzi e le ventilate tasse straordinarie sulle aziende che speculano sui rincari, ancora non si è visto nulla di concreto. Di certo le aziende non possono permettersi il lusso di attendere lo stabilizzarsi, eventuale, della situazione”, hanno continuato.







