Roma, 11 marzo 2026 – Secondo le più recenti analisi, oltre quattro milioni di famiglie italiane destinano più del 30% del proprio reddito per sostenere i costi di un canone di affitto o la rata di un mutuo. Una soglia limite che per 1,5 milioni di questi nuclei familiari si traduce in una condizione di disagio abitativo acuto. Di fronte a questo scenario, la cooperazione di abitanti di Legacoop ribadisce che l’obiettivo resta quello di realizzare alloggi di edilizia residenziale sociale, principalmente in locazione, con un costo che non superi il 30% del reddito e quindi indicativamente 450-500 euro al mese di canone, o rate di mutuo entro quella percentuale. Per garantire questo risultato, gli elementi del modello finanziario sono: il 15% di quota di equity dei soggetti privati limited profit, come le cooperative di abitanti, il 30% di quota di contributo pubblico diretto e indiretto (Fondo perduto, fondi di garanzia, aree /diritti edificatori), il 55% come quota di debito a carico dei Soggetti privati limited profit (mutui di lunga durata B.E.I. e C.E.B con garanzia pubblica).
La proposta di Legacoop Abitanti è stata presentata in occasione di un convegno, svoltosi questa mattina a Roma, che ha offerto l’occasione di un confronto sull’European Affordable Housing Plan proposto dalla Commissione UE ed il Piano Casa in Italia.
“In Italia -sottolinea la presidente di Legacoop Abitanti, Rossana Zaccaria– manca da oltre vent’anni una politica abitativa strutturale. Per questo riteniamo fondamentale che le risorse europee della politica di coesione nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale prevedano un fondo dedicato all’edilizia sociale, garantendo la componente grant (fondo perduto) in blending con strumenti finanziari, anche attraverso fondi rotativi che garantiscano sostenibilità nel lungo periodo. È necessario che l’Europa incentivi gli Stati con meno del 5% di edilizia sociale a dotarsi di piani strutturali, ma soprattutto che i finanziamenti siano legati alla reale accessibilità basata sui salari, non sui prezzi di mercato. Dobbiamo escludere logiche di profitto a breve termine, facilitando l’accesso alle garanzie europee per sostenere progetti di utilità sociale meno ‘bancabili’ ma fondamentali per i territori”.
La proposta di Legacoop Abitanti è mirata a cogliere l’opportunità, offerta dalla rimodulazione delle risorse della programmazione 2021-2027, di aprire una fase innovativa delle politiche abitative coerente con le indicazioni europee, ovvero fare offerta di casa accessibile combinando responsabilità sociale e investimenti. Per questo Legacoop Abitanti propone che almeno il 30% delle risorse riprogrammate (indicativamente 1,2 miliardi) possano essere utilizzate con questo schema innovativo intercettando la disponibilità della Piattaforma Paneuropea della Banca Europea di Investimenti.
“Tra le politiche per la casa rivolte esclusivamente alla, seppur necessaria, riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica -sottolinea il presidente di Legacoop, Simone Gamberini– e le politiche preannunciate, che prevedono l’attivazione di investitori privati stranieri con attese di rendimento prevedibilmente non compatibili con una effettiva affordability, esiste una terza via molto vicina alle strade scelte in molti paesi Europei, dove la cooperazione di abitanti realizza una parte significativa dell’offerta di edilizia sociale, utilizzando una componente di risorse pubbliche ( fondo perduto, aree, garanzie) mettendo al centro le comunità”.
Legacoop Abitanti sta già presentando proposte mirate alle Regioni, che possono svolgere un ruolo rilevante non solo nel reperimento delle risorse ma anche nella definizione di modelli di intervento rispondenti alle diverse esigenze e caratteristiche territoriali della domanda abitativa, con l’intenzione di dare concretezza in tempi brevi a questa importante novità, evitando di pregiudicare ancora una volta l’opportunità dell’utilizzo delle risorse europee.
In questa impostazione costituiscono una condizione abilitante essenziale strumenti di garanzia di natura pubblica a favore degli investimenti privati per consentire l’accesso alle risorse europee a basso costo e di lunga durata, in particolare della Banca Europea degli Investimenti, attivando le potenzialità dello strumento di garanzia Invest Eu estendendone le funzionalità anche ai progetti promossi da privati.
In questa direzione un contributo rilevante a favore degli interventi e delle proposte a maggiore valenza sociale promossi dai soggetti limited profit può venire dalla previsione, all’interno del Piano di Azione per Economia Sociale, di specifiche misure a sostegno degli interventi di contrasto all’emergenza e povertà abitativa, attraverso la destinazione di risorse per attivare strumenti di garanzia dedicati e soprattutto con la possibilità di uso e recupero di beni pubblici con specifiche agevolazioni amministrative e urbanistiche per progetti innovativi legati all’abitare sostenibile.
La proposta di Legacoop Abitanti è in grado di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali in atto promuovendo interventi di rigenerazione urbana del patrimonio pubblico esistente connotati da una forte valenza sociale, rilanciando di intesa con il mondo delle Fondazioni Bancarie l’esperienza della Cooperazione a Proprietà indivisa per la locazione di lunga durata e promuovendo modelli innovativi di abitare quali il Coliving, il Senior housing.
Il contesto europeo: un piano per 650mila nuovi alloggi aggiuntivi all’anno
L’Europa ha deciso di fare dell’abitare una priorità strategica. Con la proposta dell’European Affordable Housing Plan dello scorso dicembre, la Commissione europea ha avviato una nuova fase delle politiche abitative con l’obiettivo di aumentare la costruzione di case accessibili, sostenendo gli investimenti attraverso strumenti finanziari dedicati e semplificazioni normative. Il piano nasce in risposta a un incremento medio del 53% dei prezzi delle abitazioni nell’Unione europea nell’ultimo decennio e alla necessità di costruire oltre due milioni di nuove case ogni anno, di cui 650mila aggiuntive rispetto ai ritmi attuali.
Inoltre, proprio ieri c’è stato il via libera dal Parlamento europeo al Rapporto della Commissione Hous. Gli eurodeputati, in plenaria, hanno approvato con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astensioni, la richiesta di un piano europeo per aumentare l’offerta di case accessibili, sostenere ristrutturazioni ecosostenibili mirate all’efficientamento energetico, contrastare l’aumento dei prezzi e introdurre nuove norme sugli affitti a breve termine. Tra gli emendamenti, che noi stessi come mondo della cooperazione abbiamo proposto e sostenuto, c’è anche un chiaro riferimento agli operatori limited profit e non speculativi.
Il Piano Casa in Italia
Anche l’Italia ha avviato un percorso per affrontare in modo strutturale la questione abitativa con il Piano Casa introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, che punta a riorganizzare il sistema dell’edilizia pubblica e sociale e ad attivare nuovi investimenti per alloggi a prezzi sostenibili. Il Piano dovrebbe attuarsi con una dotazione iniziale di 950 milioni di euro (2028-2030). Il Governo ha inoltre annunciato anche l’obiettivo di un piano di investimenti privati per realizzare 100.000 nuovi alloggi a prezzi calmierati in 10 anni.







