Alla Biennale dell’Economia Cooperativa di Milano gli interventi della segretaria del Pd, del presidente del M5S e del vicepremier e ministro degli Esteri. Al centro il ruolo della cooperazione per la crescita, il lavoro, la casa e il welfare
Milano, 9 ottobre 2026 – Il patto tra politica e cooperazione proposto dal presidente di Legacoop Simone Gamberini trova risposta dai leader dell’opposizione intervenuti alla Biennale dell’Economia Cooperativa. «Dobbiamo raccogliere positivamente il patto che ci ha proposto il presidente Gamberini», ha detto la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, rilanciando l’idea di un diverso metodo di governo, «perché nessuno si salva da solo, e le politiche le scrivi bene solo se ti fai carico del punto di vista delle persone su cui ricadono». E ha concluso: «Queste politiche le dobbiamo scrivere potrete contare sul nostro contributo».
Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: «L’Italia ha bisogno della cooperazione, la politica deve partecipare al patto che propone Legacoop». Conte ha declinato la proposta in un impegno reciproco: la politica attui davvero l’articolo 45 della Costituzione e investa su una nuova legge Marcora, sui workers buyout, sulla casa e sulla sanità di prossimità; la cooperazione continui a garantire lavoro buono e dignitoso, a restare nei territori e a dare spazio a giovani e donne. Il leader del M5S ha poi richiamato il motto del Manifesto di Legacoop, «La solitudine non è un destino», proponendo di metterlo al centro del progetto della coalizione, che ha suggerito agli alleati di chiamare Alleanza per la Costituzione.
Schlein: «La cooperazione ci insegna che il noi viene prima di qualsiasi io»
«Siete uno dei pezzi migliori di questo Paese», ha esordito Schlein. «La storia della cooperazione coincide con la storia della nostra Repubblica, la cooperazione ci insegna che il noi viene sempre prima di qualsiasi io». La segretaria del Pd ha denunciato un attacco in corso a livello europeo al modello cooperativo, che è anche un attacco al modello europeo, e ha difeso il multilateralismo contro chi vorrebbe sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte. La risposta alle crisi, per Schlein, non è meno Europa ma un’Europa diversa e più forte: superare il voto all’unanimità, proseguire gli investimenti del Next Generation EU e creare un CERN europeo sull’intelligenza artificiale, per costruire un modello europeo indipendente da quello cinese e statunitense. Un modello che deve «disarmare» l’IA, impedendole di dominare l’umano e di concentrare la ricchezza: anche questo, ha osservato, è un insegnamento della cooperazione, perché la tecnologia migliora la vita solo se i benefici vengono redistribuiti.
«L’aumento delle disuguaglianze non è un incidente del modello neoliberista, ma il prezzo calcolato per aumentare i profitti degli altri», ha affermato Schlein, condividendo con Gamberini la necessità di scelte radicali e non di semplici aggiustamenti. Davanti a un’economia ferma, salari tra i più bassi, prezzi dei carburanti tra i più alti e calo della produzione industriale, la segretaria del PD ha indicato tre assi per la crescita: ridurre il costo dell’energia e accelerare sulle rinnovabili, redistribuendo i benefici ai territori che ospitano gli impianti; rilanciare gli investimenti con un’autorizzazione unica sul modello della Zes del Sud, estesa a tutto il Paese per gli investimenti tecnologici ed ecologici; puntare sulla qualità del lavoro, sulla formazione e sul diritto a restare, con misure su casa, trasporto pubblico locale e impresa giovanile. Tra le proposte, anche l’abolizione degli stage gratuiti. «Comprimere i salari non rende l’Italia più competitiva».
Per l’alleanza progressista, ha detto Schlein, il miglior programma è attuare uno a uno gli articoli della Costituzione: dal salario minimo, valorizzando la contrattazione collettiva delle organizzazioni più rappresentative e spazzando via i contratti pirata, alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, fino al congedo paritario. Sulle false cooperative, ha sottolineato che danneggiano prima di tutto la stessa cooperazione, ma che non si può permettere a nessuno di infangare l’intero movimento in nome di una generalizzazione.
«Non si può riconoscere a parole il ruolo dell’economia sociale e poi scaricare sulle cooperative il costo dei servizi – ha proseguito la segretaria dem – servono l’adeguamento delle tariffe e il superamento del massimo ribasso, insieme a un rinnovamento dei servizi sociali e socio-assistenziali e a un grande investimento sull’assistenza domiciliare. Schlein ha infine ribadito la difesa della sanità pubblica e universalistica e della scuola: «Nelle classi noi non vediamo italiani e stranieri ma bambine e bambini, che hanno uguale diritto a un’istruzione di qualità».
Conte: «Siete un pezzo fondamentale della nostra democrazia»
«Mi onora particolarmente festeggiare con voi i vostri 140 anni», ha detto Giuseppe Conte. «Create valore ogni giorno nel nostro Paese, reinvestendo gli utili sui territori, non siete soltanto un pezzo importante della nostra economia, ma siete un pezzo fondamentale della nostra democrazia». Il presidente del M5S ha condiviso la critica al modello neoliberista contenuta nel Manifesto, che ha concentrato il potere nelle mani di pochi, e ha chiesto di rilanciare un modello sociale ed economico che non lasci indietro nessuno. Conte ha criticato i vincoli imposti dal governo al welfare e il piano di riarmo europeo e Nato, ricordando invece gli oltre 200 miliardi del Pnrr e il ruolo delle cooperative nella ripresa dopo il Covid.
Tra le proposte, un fondo sovrano per lo sviluppo in cui far convergere investitori istituzionali e risparmio privato, misure semplici e concrete per le imprese e un’attenzione particolare ai giovani, che oggi, a differenza delle generazioni precedenti, non vedono nel futuro più opportunità di quante ne avevano i propri genitori. Per affrontare il nodo del ricambio generazionale, Conte ha sottolineato l’importanza dei workers buyout, progetti per gli under 35 e un vero diritto di prelazione dei lavoratori da inserire nel Codice della crisi d’impresa, oltre a portare la cooperazione nelle università e nelle scuole e a semplificare la nascita delle cooperative sul modello delle Srl semplificate: misure che il M5S proverà a inserire nella prossima legge di Bilancio e porrà al centro del prossimo governo.
Sulla casa, Conte ha ricordato che le cooperative di abitanti costruiscono da oltre un secolo abitazioni per garantire un diritto costituzionale, e ha proposto di riconoscerle come soggetti attuatori delle politiche abitative, puntando su affitti a lungo termine a prezzi calmierati e sull’affidamento del patrimonio pubblico inutilizzato. «La casa è la prima infrastruttura sociale». Sulla sanità: «Serve una sanità costruita non sulle polizze assicurative ma sulla tessera sanitaria», ricordando come durante il Covid la cooperazione sia stata un paracadute prezioso per la sanità territoriale, e sottolineando l’impegno sui progetti di vita per le persone non autosufficienti. Sull’energia, infine, Conte ha criticato i grandi gruppi energetici, che tra il 2022 e il 2025 hanno accumulato 80 miliardi di utili senza restituire nulla alla collettività, chiedendo di utilizzare quelle risorse per sostenere famiglie e imprese e di investire sulle rinnovabili e sulle comunità energetiche.
Tajani: «Le cooperative protagoniste dell’export»
«Il movimento cooperativo ha un ruolo essenziale nel nostro Paese», ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in una lettera letta durante l’evento. «Il vostro modello mette insieme persone, territori e tiene unita la comunità. Il governo è al vostro fianco», ha ribadito il leader di Forza Italia. Tajani ha sottolineato il contributo delle cooperative all’export italiano, che nel 2025 ha raggiunto il record i 643 miliardi di euro, mentre nei primi sette mesi di quest’anno ha superato i 400 miliardi, con una crescita del 4,6%, il doppio della media europea. L’obiettivo, ha ricordato, è arrivare a 700 miliardi entro la fine della legislatura, con un grande gioco di squadra tra istituzioni, imprese e territori.










