Messaggi di saluto dalle massime autorità durante la mattinata di apertura della manifestazione. Il vicepresidente Dadda: “È il momento di giocare la nostra parte”. Il sindaco Sala: “Milano città della cooperazione“
Milano, 9 ottobre 2026 – Si è aperta con i messaggi di saluto delle più alte cariche la Biennale dell’Economia Cooperativa, promossa da Legacoop per il 140° anniversario della sua fondazione.
Papa Leone XIV, in un messaggio a firma del Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, indirizzato al presidente di Legacoop Simone Gamberini, ha rivolto il suo cordiale saluto alla manifestazione, esprimendo apprezzamento per l’opera svolta a servizio del bene comune. Il Santo Padre incoraggia il movimento cooperativo a perseverare nell’impegno di favorire “un modello di impresa collettiva che metta al centro la dignità della persona umana e il primato della solidarietà“, auspicando che la Biennale susciti rinnovati propositi “per la costruzione di un’economia a misura d’uomo“. Al messaggio si accompagna la Benedizione Apostolica.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “L’impresa cooperativa, fondata sul principio della mutualità sociale, è vettore di benefici su ampia scala“, ha scritto il Capo dello Stato, evidenziando come il modello mutualistico, che coinvolge le comunità dei lavoratori, abbia un effetto generativo sui territori e sui settori produttivi. Accanto alle ricadute economiche positive, ha osservato Mattarella, l’economia cooperativa produce effetti positivi sul piano sociale, ambientale e civile, con un impatto significativo sulla qualità della vita delle comunità. “I principi del movimento cooperativo di solidarietà, uguaglianza e partecipazione applicano e danno concretezza ai fondamenti della Costituzione“, ha aggiunto il Presidente, definendo l’economia cooperativa un soggetto che, nelle molte attività che la caratterizzano, “opera come agente della Costituzione nel raggiungimento delle finalità di progresso e coesione sociale“. Mattarella ha infine espresso l’apprezzamento della Repubblica per il contributo che il movimento cooperativo ha dato e continua a dare all’affermazione dei diritti sociali nel Paese e al consolidamento delle istituzioni democratiche.
Agli auguri si è unita anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito Legacoop “uno dei pilastri del sistema cooperativo italiano, di quel modello riconosciuto e protetto dalla Costituzione che unisce libertà di impresa e principio di uguaglianza”. “La cooperazione dimostra che si può fare impresa mettendo al centro la persona, la qualità del lavoro e il bene comune“, ha proseguito la premier, ricordando come la cooperazione abbia contribuito a costruire l’Italia e continui ogni giorno a creare valore condiviso: dalle cooperative agricole a quelle di lavoro, dalle cooperative di comunità a quelle sociali. Meloni ha indicato nella cooperazione uno dei capisaldi dell’economia sociale, annunciando: “Contiamo di rendere quanto prima operativo il Piano nazionale dell’economia sociale“, che prevede un pacchetto organico di interventi. Quanto al Manifesto della cooperazione che sarà presentato durante la Biennale, la Presidente del Consiglio ne ha riconosciuto l’approccio costruttivo, assicurando: “Noi siamo pronti a confrontarci sugli spunti e sulle riflessioni che emergeranno“.
Ad aprire i lavori è stato Attilio Dadda, vicepresidente di Legacoop nazionale e presidente di Legacoop Lombardia: “Porto l’abbraccio di un movimento cooperativo che guarda la storia ma si ostina ad essere moderno, attuale e contemporaneo”. Per Dadda “è arrivato il momento di cominciare a dire alcune cose: stare al fianco della politica con l’autonomia e l’autorevolezza di chi è indipendente, ma con posizioni precise e chiare, e stare vicino alle comunità. È il momento, ha detto, in cui la cooperazione deve giocare la propria partita sul piano sociale, costruendo una nuova alleanza con gli amministratori locali. “La cooperazione non rappresenta soltanto una percentuale del PIL, ma è un movimento importante per il nostro Paese“. Dadda ha poi richiamato la necessità di parlare di interculturalità, a partire dalle scuole, respingendo la retorica del tetto agli stranieri del 30%. In chiusura, un doppio appello: “Alla politica chiedo: ridateci lo spirito costituente, fateci sognare che non si devono avvelenare i pozzi per vincere delle elezioni. Ai cooperatori e a tutti noi chiedo: mettiamoci l’orgoglio, la passione, la testa e il cuore della cooperazione italiana”.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato che il Comune ha dichiaratoMilano “città della cooperazione” e ha annunciato l’inaugurazione, domani, di unatarga commemorativa in via Crocifisso, nel luogo in cui 140 anni fa è nata Legacoop. “Siete importantissimi per il nostro territorio e per il nostro Paese», ha detto Sala rivolgendosi ai cooperatori. “Non vi occupate solo di lavoro, ma di diritti e di sicurezza, siete sempre alla frontiera del cambiamento“. Il sindaco ha espresso apprezzamento per la campagna “Obiettivo 40%” a sostegno della governance femminile e ha sottolineato come, di fronte alle crisi strutturali che colpiscono ormai le economie più sviluppate, la vitalità del movimento cooperativo dimostri che è possibile creare ricchezza promuovendo i valori della solidarietà e della responsabilità sociale. “Ci dimostrate giorno per giorno che un’economia più equa, sostenibile e solidale è possibile“.
Sala si è poi soffermato sull’emergenza abitativa, avvertendo che pubblico e politica da soli non possono farcela: “Quello che sta succedendo a Milano succederà ovunque, serve un Piano casa serio, il patto sociale si sta rompendo“. Oggi, ha osservato, si diffonde la sensazione che chi partecipa al benessere si arricchisca sempre di più, mentre chi ne è escluso non riesce a entrare: “L’ascensore sociale non funziona più. Non è abbastanza avere un lavoro”. Una situazione che si risolve solo se ciascuno fa la propria parte: “È impensabile che le imprese non si occupino della casa, del welfare e di mettere più soldi in tasca dei propri dipendenti”. E se c’è una realtà che ha dimostrato di voler intervenire negli ambiti in cui si costruisce la comunità, come abitare, welfare e cultura, per Sala questa è Legacoop. Da qui l’invito finale: “Ingaggiamoci a vicenda, lavoriamo insieme“, per trovare un profilo comune.





