Romagna, 10/4/2026 – Alla vigilia della scadenza prevista per la presentazione dello schema di bando-tipo nazionale per le concessioni turistico-ricreative, fissata all’11 aprile dal decreto-legge entrato in vigore il 12 marzo scorso, non si hanno ancora informazioni ufficiali dal governo. Circolano invece anticipazioni che preoccupano e rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già caratterizzata da forte incertezza normativa e operativa.
Il “bando-tipo” potrà rappresentare un’opportunità per accompagnare la transizione imposta dalla direttiva Bolkestein solo se sarà frutto di confronto con le associazioni di rappresentanza e gli enti locali, in grado di tutelare il lavoro, le microimprese familiari, il riconoscimento del valore aziendale e della professionalità, la continuità e qualità dei servizi collettivi e cooperativi, come il salvamento organizzato e la tutela della costa, valorizzando e salvaguardando le ricchezze e le peculiarità territoriali. Solo così potrà rappresentare un vero supporto per gli enti locali e per il sistema turistico-balneare.
Diversamente, fatichiamo a immaginare come possa essere di aiuto ai Comuni, vista l’estrema varietà delle situazioni sulle spiagge italiane. Temiamo piuttosto che i Comuni continuino ad essere lasciati soli dal governo, ancora una volta, ad affrontare procedure complesse, esponendo il sistema turistico a rischi giuridici e blocchi rilevanti.
La situazione attuale, infatti, vede da un lato l’obbligo giuridico di procedere con evidenze pubbliche, dall’altro l’assenza degli strumenti operativi fondamentali per farlo in modo uniforme e lineare. Una contraddizione che mette in difficoltà i Comuni costieri e il sistema della Riviera Romagnola, che conta centinaia di piccole imprese familiari e migliaia di lavoratori.
Giustamente la Regione Emilia-Romagna, che sta portando avanti un confronto con enti locali e associazioni di categoria per definire linee guida condivise, ha rimarcato che non saranno accettabili bandi-tipo calati dall’alto che non tengano conto delle specificità del sistema balneare.
A rendere ancora più critico il quadro è l’assenza di norme, nonostante i ripetuti annunci e promesse del passato, sui criteri di indennizzo per i concessionari uscenti, altro tassello fondamentale per garantire una transizione equa e sostenibile. Senza criteri certi, si rischia di bloccare di fatto il sistema turistico balneare italiano.
Rinnoviamo quindi l’appello al governo affinché venga completato il quadro normativo necessario, coinvolgendo pienamente enti locali e rappresentanze del settore, per garantire una transizione ordinata, sostenibile e capace di valorizzare le specificità del nostro sistema turistico balneare.







