Durante l’evento è stato presentato il volume “Cartografie del possibile. Cultura, governance partecipata e cooperazione per nuove istituzioni civiche”, curato da Giovanna Barni, presidente di Legacoop Culturmedia.
Roma, 7 maggio 2026 – Si è svolto presso il CNEL il convegno “Cultura e cooperazione per nuovi modelli diffusi di sviluppo territoriale”, durante il quale è stato presentato il volume “Cartografie del possibile. Cultura, governance partecipata e cooperazione per nuove istituzioni civiche“, curato da Giovanna Barni, presidente di Legacoop Culturmedia.
All’incontro ha partecipato il presidente di Legacoop Simone Gamberini, che ha richiamato il ruolo strategico della cooperazione come soggetto attivo delle politiche territoriali: “Le cooperative sono già oggi protagoniste nei territori, in particolare nelle aree interne. Cultura, comunità e impresa cooperativa possono e devono essere parte integrata delle politiche di rigenerazione e contrasto allo spopolamento“.
Giovanna Barni ha sottolineato come il volume nasca dall’esigenza di offrire strumenti concreti di lettura e azione per i territori: “La cooperazione culturale non è un’esperienza marginale o residuale, ma una vera infrastruttura civile capace di generare sviluppo, coesione e nuove istituzioni nei contesti più fragili del Paese”.
Nel corso del confronto, Claudio Risso, vicepresidente del CNEL, ha evidenziato come il tema della rigenerazione delle aree marginali richieda politiche integrate e di lungo periodo, capaci di mettere in relazione dimensione economica, sociale e culturale: “Le aree interne non possono essere affrontate con interventi settoriali: servono visioni condivise e strumenti che riconoscano il valore delle comunità e delle pratiche territoriali”.
Massimo Giuntoli, Consigliere CNEL e coordinatore del Gruppo di lavoro su rigenerazione e ripopolamento delle aree territoriali marginali, dopo aver richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni e corpi intermedi, ha dichiarato: “La cooperazione e la cultura rappresentano un ponte fondamentale tra politiche pubbliche e bisogni reali dei territori, soprattutto laddove le fragilità si intrecciano con nuove opportunità di sviluppo”.
L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni, del mondo cooperativo e della ricerca, confermando il valore della cultura come leva trasversale per politiche pubbliche più inclusive e orientate al lungo periodo.






