Salute & Territorio: la cooperativa che facilita il lavoro del medico di base
In un sistema sanitario sempre più pressato da oneri amministrativi e complessità gestionali, esiste una realtà in Veneto che contribuisce a mettere al centro la qualità della relazione tra medico e paziente. Si chiama Salute & Territorio: una società cooperativa di servizi nata a Verona ormai dieci anni fa che si qualifica perché i 350 medici soci sono anche i primi clienti della loro impresa.
L’obiettivo è chiaro: mettere il medico di medicina generale e il pediatra di libera scelta nelle migliori condizioni possibili per poter dedicare le loro energie al rapporto fiduciario con le persone assistite, spesso anziane, fragili o affette da patologie croniche.
Un modello di mutualità quasi assoluta
Diretta da Paolo Martari (AD) – anche membro del comitato esecutivo di Legacoop Sanità – la cooperativa è un esempio cristallino di mutualità prevalente, con oltre il 98% del fatturato prodotto direttamente dai soci. Non si tratta solo di gestire studi medici, ma favorire la progettazione e l’organizzazione di ambienti di lavoro dove ogni dettaglio, dalla segreteria alla logistica, è funzionale alla prestazione sanitaria.
I numeri raccontano una crescita solida e radicata:
- 350 medici soci organizzati, per lo più, in forme aggregate (gruppi);
- 160 lavoratori, principalmente dipendenti, assunti con contratti a tempo indeterminato, a testimonianza di una stabilità occupazionale che è valore sociale;
- 75 studi medici serviti tra le province di Verona e Padova;
- un fatturato di circa 4 milioni di euro, con un utile che viene costantemente reinvestito nel rafforzamento della struttura e nel miglioramento dei servizi.
Oltre l’ambulatorio: la forza della rete
La cooperativa non si limita a fornire servizi di segreteria, infermieristica o di pulizia e igienizzazione degli studi medici. La sua forza risiede nella capacità di offrire un supporto a 360 gradi: dalla gestione della connettività e delle reti informatiche e telefoniche alla consulenza in tema di privacy, dalla fornitura dei beni di consumo ordinario al noleggio o alla vendita di apparecchi e strumenti tecnologici, fino alla fornitura “chiavi in mano” di tutti i servizi necessari liberando il medico da ogni preoccupazione organizzativa e logistica.
Questo approccio, sviluppatosi nel tempo passo dopo passo, permette al professionista sanitario di vivere il proprio studio medico in maniera diversa e di focalizzare l’attenzione sulle incombenze che l’attività clinica richiede. Un modello agevolato anche dalla positiva relazione con la FIMMG (il principale sindacato dei medici di base), che con Salute & Territorio condivide la sede veronese e che siede, tramite i propri rappresentanti scaligeri e padovani, nel Consiglio di Amministrazione composto da 9 membri, di cui 7 medici soci e 2 tecnici esperti in materia di gestione societaria.
SCENARIO FUTURO: Lo sguardo di Paolo Martari
“La riforma della medicina generale, connotata dalle Case di Comunità e dalle Aggregazioni Funzionali territoriali (AFT), configura un nuovo scenario di cui in Veneto non si vedono ancora i contorni. In una società sempre più anziana, la domanda di servizi di salute andrà a crescere e va rafforzata senza dubbio la risposta territoriale per ridurre l’accesso agli ospedali. In questo contesto il medico di famiglia ha la possibilità di ricavarsi un ruolo di riferimento per i pazienti e la comunità. Al contempo, però, servono servizi efficienti perché le prestazioni sanitarie siano davvero efficienti, cementando il rapporto di fiducia tra assistito e medico di base. Le cooperative mediche possono quindi svolgere un ruolo fondamentale di supporto. In tal senso ci si aspettano segnali chiari da parte dei decisori politici ed un passaggio di maturità culturale dei medici stessi, chiamati a vivere la loro cooperativa non solo come una fornitrice di servizi, ma come impresa protagonista del cambiamento in un percorso unitario a servizio dell’utenza e dei medici stessi“.







