Legacoop Piemonte presenta il nuovo Piano strategico e i numeri 2025: 5,5 miliardi di euro di valore della produzione

Rafforzare un modello che vanta occupazione stabile e produzione in crescita” 

Circa 5,5 miliardi di euro di valore della produzione che valgono il 4% del Pil piemontese. Sono questi i numeri che Legacoop Piemonte ha raccontato in occasione dell’evento “Intelligenza Cooperativa. La responsabilità del possibile” che si è svolto a Gallerie d’Italia, a Torino. Un appuntamento che è stato l’occasione di rappresentare il Piano Strategico 2026/28 dell’Associazione alla presenza del presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini, delle istituzioni, tra cui il presidente della Regione Alberto Cirio, la vicesindaca di Torino Michela Favaro, e il presidente della Camera di commercio di Torino Massimiliano Cipolletta

“Legacoop Piemonte vuole essere luogo di sintesi tra economie e rappresentanze, promuovendo azioni comuni sui temi centrali per la crescita dell’economia reale, con l’obiettivo di ridurre le diseguaglianze e favorire una più equa distribuzione del reddito”, ha spiegato il presidente dell’Associazione Dimitri Buzio nel corso dell’assemblea.

Il documento – “Intelligenza cooperativa. La responsabilità del possibile” – elaborato con il contributo del Politecnico di Torino – ha l’obiettivo “di rafforzare la presenza del modello cooperativo nel dibattito pubblico lavorando perché il cambiamento che immaginiamo si traduca in realtà”. Un impegno confermato anche da una tavola rotonda che ha visto la partecipazione degli Atenei torinesi con la Rettrice dell’Università degli Studi di Torino Cristina Prandi, il prorettore del Politecnico di Torino Elena Maria Baralis, il segretario generale di Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, il consigliere di Fondazione Crt Enzo Pompilio D’Alicandro e il presidente di Unione Industriali Marco Gay.

Un modello che nel triennio 2021-2024 ha confermato la sua capacità di resilienza sul mercato anche in una fase complessa registrando una crescita del valore della produzione del 26% e del patrimonio netto dell’8,8%. E c’è ancora spazio per continuare a crescere: “Oggi – continua Buzio – le grandi transizioni globali stanno contribuendo ad accrescere la domanda di benessere, dignità e sicurezza a cui la cooperazione può offrire una risposta concreta perché è, a tutti gli effetti, parte dell’economia reale e mette al centro le persone, il lavoro, la valorizzazione delle competenze come leve di uno sviluppo autentico e diffuso”. 

I numeri raccontano di un mondo cooperativo che può contare su 519 imprese associate, oltre 760 mila soci e 40 mila addetti. Un mondo dove i livelli occupazionali sono stazionari, con una marcata componente femminile: il 71% degli occupati è donna. I lavoratori under 30 sono il 13% e uno su due ha un contratto a tempo indeterminato. Le forme di lavoro stabili sono prevalenti, con l’80% degli assunti a tempo indeterminato.

Negli ultimi tre anni è cresciuta anche la presenza femminile nei luoghi decisionali: la quota di donne nei consigli di amministrazione passa dal 12% al 36%, mentre quella delle presidenti aumenta dal 10% al 27%. Nel complesso le associate a Legacoop Piemonte concentrano il 41,7% degli occupati e il 32,8% del valore della produzione complessivo della cooperazione piemontese.

Secondo Buzio, però, “permangono alcune criticità come la scarsità di manodopera e l’allungamento dei tempi di pagamento che influiscono sulla liquidità e di conseguenza sulle possibilità di fare investimenti”. Criticità che devono affrontare molte imprese del sistema economico subalpino. Ma Legacoop Piemonte, conclude il presidente, ha un compito: “Valorizzare nuovi percorsi cooperativi, come quello delle Cer e del modello di cooperative tra medici di base, e sostenere le nostre imprese nei percorsi di crescita e sviluppo, sia a livello economico che nella formazione e accrescimento delle competenze grazie alla collaborazione con gli attori del territorio”.

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